Cina verso l'era dell'elettro-stato, ma con sfide crescenti - Ludovic Subran Allianz

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Ludovic Subran, Group Chief Investment Officer di Allianz e Senior Fellow presso la Harvard University, ha pubblicato una nuova analisi approfondita sullo stato dell'economia cinese e sulle prospettive globali in vista del 15° piano quinquennale cinese (2026-2030). Considerato uno dei più influenti economisti a livello internazionale, Subran offre una lettura lucida delle trasformazioni in atto nel gigante asiatico e delle loro implicazioni per l'Europa e i mercati globali.

Cina verso l'era dell'elettro-stato

Ludovic Subran, Group Chief Investment Officer di Allianz e Senior Fellow presso la Harvard University, ha pubblicato una nuova analisi approfondita sullo stato dell'economia cinese e sulle prospettive globali in vista del 15° piano quinquennale cinese (2026-2030). Considerato uno dei più influenti economisti a livello internazionale, Subran offre una lettura lucida delle trasformazioni in atto nel gigante asiatico e delle loro implicazioni per l'Europa e i mercati globali.

La Cina come primo "elettro-stato" mondiale

Subran definisce la Cina come il primo "elettro-stato" al mondo, un fornitore critico e un modello globale per le tecnologie pulite.

Il Paese ha consolidato la propria leadership nel settore clean-tech, convogliando la maggior parte dei suoi investimenti record nelle energie rinnovabili. Le proiezioni indicano che la Cina potrebbe raddoppiare la propria generazione di energia da fonti rinnovabili nei prossimi cinque anni.

La Cina rappresenta il 60% della capacità manifatturiera globale nelle tecnologie solari, eoliche e delle batterie, contribuendo a ridurre drasticamente i prezzi delle tecnologie climatiche chiave (ad esempio -80% per i moduli fotovoltaici solari nell'ultimo decennio).

Le minacce al modello di crescita cinese

Mentre la Cina prepara il suo prossimo piano quinquennale, il suo modello economico affronta molteplici minacce.

Il primo rischio è che gli shock delle esportazioni si trasformino in trappole: l'ordine globale sta cambiando, con maggiori misure protezionistiche che potrebbero trasformare la forte dipendenza dall'export in una vulnerabilità.

Parallelamente, il declino demografico minaccia la crescita dei consumi privati, mentre il crollo immobiliare ha distrutto ricchezza: Subran stima che oltre 3.000 miliardi di RMB di spesa delle famiglie (oltre il 2% del PIL 2024) siano stati persi dal 2021.

Due pilastri strategici per il futuro

Subran identifica due pilastri fondamentali. Il primo è l'innovazione e l'intelligenza artificiale come moltiplicatori di crescita. La Cina è co-leader con gli Stati Uniti nella corsa globale all'AI, guidando nella scala della ricerca e nella produzione di terre rare. Un aumento del 10% nell'intensità di R&D potrebbe incrementare la produttività del 7% in media nei settori manifatturieri chiave.

Il secondo pilastro è il riequilibrio verso la domanda interna. Subran stima necessari 2.000 miliardi di RMB (quasi il 2% del PIL) per riportare gli inventari immobiliari a livelli sostenibili.

Un dato significativo: le ore lavorate in Cina sono del 40% superiori rispetto ad altre grandi economie. Se convergessero verso la media globale, si potrebbero sbloccare ulteriori 4,8 punti percentuali di PIL in consumi privati nel prossimo decennio.

Focus Europa: tre temi cruciali

Nella sezione "What to Watch", Subran analizza tre questioni per l'Europa:

  • Veicoli elettrici: L'Europa non sarà completamente elettrica prima del 2040. Sebbene le vendite di EV crescano del 24% quest'anno, il ritmo è troppo lento. Entro fine 2025, l'UE avrà circa 1,1 milioni di stazioni di ricarica, meno di un terzo dell'obiettivo di 3,5 milioni per il 2030.
  • Rischi AI: Accordi circolari per 65 miliardi di USD in equity e oltre 800 miliardi in acquisti stanno gonfiando le valutazioni del settore. A differenza del modello keiretsu giapponese, il loop AI è costruito per garantire ricavi spesso senza vendite reali agli utenti finali.
  • Eurozona: La crescita ha sorpreso al rialzo nel Q3 (+0,2% t/t), sostenuta da Francia (+0,5%) e Spagna (+0,6%). La Germania (0,0%) resta il principale freno, con un output gap tornato ai livelli dei primi anni 2000.

 

Per visualizzare l'articolo di Ludovic Subran su Linkedin CLICCA QUI

Fonte: Allianz Trade

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