Valutazione e Gestione del Rischio Aziendale: Garantire la Business Continuity e l’Obbligo Assicurativo in Italia
Nell’attuale panorama economico, la capacità di un’azienda di sopravvivere e prosperare è indissolubilmente legata alla sua gestione dei rischi. Chi ha la responsabilità dell’impresa ha il dovere di sapere individuare, valutare e gestire i rischi, sia interni che esterni. Il nocciolo della questione è unico: la Business Continuity.
1. La Business Continuity: Il Cuore della Gestione del Rischio
L’imprenditore deve conoscere tutti i potenziali danni in grado di minare la continuità aziendale – Business Continuity – della propria azienda per mettere in campo tutti gli accorgimenti possibili al fine di eliminarli (o quantomeno ridurne l’impatto). Questo si realizza sia con strategie opportune sia, ovviamente, con il trasferimento assicurativo.
- Rischio di Chiusura: le statistiche indicano che il 40% delle aziende che hanno subito un danno grave non assicurato (o sotto-assicurato) ha chiuso l’attività entro i 5 anni successivi.
- Conoscenza Insufficiente: la conoscenza dei rischi mantenuti consapevolmente in proprio e di quelli “trasferiti” nel programma assicurativo aziendale non sempre è chiara. Anche le aziende più attente potrebbero trovarsi ad affrontare imprevisti danni indiretti in caso di eventi dannosi non adeguatamente considerati.
2. L’Obbligo Normativo e la Cultura del Rischio
La gestione dei rischi non è solo una buona pratica, ma un dovere per la legge italiana:
- Dovere dell’Imprenditore (Art. 2086): “L’imprenditore ha il dovere di istituire un assetto organizzativo, amministrativo e contabile adeguato alla natura e alle dimensioni dell’impresa…”.
- Modelli Organizzativi (Dlgs. 231/2001): Il Dlgs. 231/2001 impone a dirigenti, delegati, o coloro che sono assimilabili ad amministratori di fatto, l’attuazione di Modelli Organizzativi idonei alle attività di **valutazione dei rischi** e la predisposizione delle misure di prevenzione e protezione conseguenti.
- Un Governo d’Impresa Efficace: Un governo d’impresa efficiente ed efficace ha i propri fondamenti in un Sistema di Gestione dei Rischi e in un Sistema di Gestione dei Controlli Interni che coinvolga tutti i livelli dell’organizzazione.
3. Strumenti per la Messa in Sicurezza dell’Azienda
Per “mettere in sicurezza l’azienda” sono fondamentali due passaggi chiave:
- Analisi dei Rischi: Questo processo (che include Strategie, Processi, Controllo, Revisione e Miglioramento) consente la valutazione del potenziale impatto di diverse tipologie di rischio sulle attività, sui processi, sui prodotti e servizi per la definizione della miglior strategia di difesa del patrimonio e dell’immagine aziendale, oltre che per l’ottimizzazione dell’efficienza operativa. (Nota: l’analisi dei rischi non ha nulla a che vedere con le polizze assicurative).
- Due Diligence Assicurativa: È lo strumento che metterà in relazione i rischi emersi con le caratteristiche aziendali e con il programma assicurativo adottato per evidenziare (eventuali) aree sotto-assicurate o non coperte, e in ultimo, per verificare la “congruità” delle polizze in essere rispetto al mercato assicurativo attuale.
4. La Percezione dei Rischi: Italia vs. Mondo (Allianz Risk Barometer 2024)
Secondo l’Allianz Risk Barometer 2024, i 5 principali rischi percepiti nel mondo sono:
- Rischi informatici (36%)
- Interruzione di attività (incl. Supply chain) (31%)
- Catastrofi naturali (tempeste, inondazioni, terremoti) (26%)
- Cambiamenti nello scenario legislativo e regolamentare (19%)
- Cambiamenti nello scenario macroeconomico (19%)
Focus Italia:
- Business Interruption al Vertice: In Italia, l’Interruzione di Attività (40%) è al primo posto a pari merito con i Rischi Informatici (40%).
- La Business Interruption è percepita a +9 punti rispetto alla media mondiale (31%).
- Obbligo Catastrofale: Si evidenzia la **NUOVA LEGGE** che impone l’**OBBLIGO** di **ASSICURAZIONE** per gli Eventi catastrofali entro il 31/12/2025.
- Nuovi Rischi in Top 10 Italia: La perdita di reputazione o di valore del marchio (17%) e il richiamo del prodotto (per qualità o difetti) (17%) sono entrati nella Top 10 italiana.
5. Il Maggior Rischio: La Causa dei Fallimenti
Il rischio più grande per un’impresa è quello che determina il maggior numero di fallimenti. Le dieci cause principali di fallimento in ordine di accadimento sono:
- INSOLVENZE DEI CLIENTI (21%)
- MAGAZZINI SOVRADIMENSIONATI (11%)
- PROBLEMATICHE FINANZIARIE (11%)
- COSTI TROPPO ELEVATI DEL PERSONALE (10%)
- MORTE O MALATTIA DELL’IMPRENDITORE (10%)
- CATTIVA AMMINISTRAZIONE (10%)
- AZIONI DISONESTE O SLEALI DI CUI L’AZIENDA È VITTIMA (9%)
- ESPROPRI, TRASFERIMENTI, DECENTRALIZZAZIONI (8%)
- DIMINUZIONE DEL FATTURATO CAUSA CONGIUNTURA ECONOMICA (8%)
- CATTIVA ORGANIZZAZIONE (6%)
Tutti queste cause indicano che l’azienda non aveva affrontato adeguatamente i rischi e non aveva **assetti adeguati**.












