
Garantire la Business Continuity
Garantire la business continuity aziendale è oggi una priorità strategica per ogni imprenditore. L’analisi che segue è proposta dal punto di vista della gestione del rischio e delle implicazioni assicurative per amministratori e imprese. Dal 1991, Pico Adviser Group trasforma l’assicurazione in Risk Management strategico per le PMI, ponendo l’analisi dei rischi prima della polizza. In questo articolo spieghiamo come identificare, valutare e gestire i rischi aziendali per proteggere la continuità operativa della tua impresa.
Come leggere questo approfondimento
Questo articolo affronta il tema dal punto di vista della governance, del rischio d’impresa e delle implicazioni assicurative. I riferimenti normativi citati hanno valore orientativo: le valutazioni legali competono a professionisti specializzati.
Business continuity aziendale: il cuore della gestione del rischio
L’imprenditore deve conoscere tutti i potenziali danni in grado di minare la continuità aziendale per mettere in campo tutti gli accorgimenti possibili al fine di eliminarli — o quantomeno ridurne l’impatto. Questo si realizza sia con strategie opportune sia con il trasferimento assicurativo del rischio.
Le statistiche indicano che il 40% delle aziende che hanno subito un danno grave non assicurato — o sotto-assicurato — ha chiuso l’attività entro i 5 anni successivi. Inoltre, la conoscenza dei rischi mantenuti consapevolmente in proprio e di quelli trasferiti nel programma assicurativo aziendale non sempre è chiara. Anche le aziende più attente potrebbero pertanto trovarsi ad affrontare imprevisti danni indiretti in caso di eventi non adeguatamente considerati.
L’obbligo normativo e la cultura del rischio
La gestione dei rischi non è solo una buona pratica, ma un dovere stabilito dalla legge italiana. L’art. 2086 del Codice Civile stabilisce che l’imprenditore ha il dovere di istituire un assetto organizzativo, amministrativo e contabile adeguato alla natura e alle dimensioni dell’impresa.
Il D.Lgs. 231/2001 impone inoltre a dirigenti, delegati e amministratori di fatto l’attuazione di Modelli Organizzativi idonei alla valutazione dei rischi e alla predisposizione delle misure di prevenzione e protezione conseguenti. Un governo d’impresa efficiente ha pertanto i propri fondamenti in un Sistema di Gestione dei Rischi e in un Sistema di Gestione dei Controlli Interni che coinvolga tutti i livelli dell’organizzazione.
Strumenti per garantire la business continuity aziendale
Per mettere in sicurezza l’azienda sono fondamentali due passaggi chiave.
Analisi dei Rischi: Questo processo — che include strategie, processi, controllo, revisione e miglioramento — consente la valutazione del potenziale impatto di diverse tipologie di rischio sulle attività, sui processi, sui prodotti e servizi. Permette pertanto di definire la miglior strategia di difesa del patrimonio e dell’immagine aziendale. È importante sottolineare che l’analisi dei rischi non ha nulla a che vedere con le polizze assicurative: è un passo preliminare e indipendente.
Due Diligence Assicurativa: È lo strumento che mette in relazione i rischi emersi con le caratteristiche aziendali e con il programma assicurativo adottato. Evidenzia le eventuali aree sotto-assicurate o non coperte. Verifica inoltre la congruità delle polizze in essere rispetto al mercato assicurativo attuale.
La percezione dei rischi: Italia vs. mondo
Secondo l’Allianz Risk Barometer 2024, i 5 principali rischi percepiti a livello mondiale sono i seguenti:
- Rischi informatici (36%)
- Interruzione di attività, inclusa la supply chain (31%)
- Catastrofi naturali — tempeste, inondazioni, terremoti (26%)
- Cambiamenti nello scenario legislativo e regolamentare (19%)
- Cambiamenti nello scenario macroeconomico (19%)
Focus Italia: business continuity aziendale come priorità
In Italia, l’Interruzione di Attività (40%) è al primo posto a pari merito con i Rischi Informatici (40%). La Business Interruption è pertanto percepita a +9 punti rispetto alla media mondiale del 31%. Tra le novità più rilevanti, una nuova normativa ha introdotto l’obbligo di assicurazione per gli eventi catastrofali entro il 31 dicembre 2025. Sono inoltre entrati nella Top 10 italiana la perdita di reputazione o di valore del marchio (17%) e il richiamo del prodotto per qualità o difetti (17%).
Il maggior rischio: le cause dei fallimenti aziendali
Il rischio più grande per un’impresa è quello che determina il maggior numero di fallimenti. Le dieci cause principali, in ordine di frequenza, sono le seguenti:
- Insolvenze dei clienti (21%)
- Magazzini sovradimensionati (11%)
- Problematiche finanziarie (11%)
- Costi troppo elevati del personale (10%)
- Morte o malattia dell’imprenditore (10%)
- Cattiva amministrazione (10%)
- Azioni disoneste o sleali di cui l’azienda è vittima (9%)
- Espropri, trasferimenti, decentralizzazioni (8%)
- Diminuzione del fatturato per congiuntura economica (8%)
- Cattiva organizzazione (6%)
Tutte queste cause indicano che l’azienda non aveva affrontato adeguatamente i rischi e non disponeva di assetti organizzativi adeguati. La prima causa — le insolvenze dei clienti al 21% — evidenzia in particolare l’importanza di una strategia strutturata di assicurazione del credito commerciale.
La visione di Pico Adviser per la business continuity aziendale
La storia trentennale di Pico Adviser Group, iniziata nel 1991, è una testimonianza di come l’analisi dei rischi sia l’unico vero punto di partenza per una protezione aziendale efficace. Anticipando i tempi, l’azienda ha dimostrato che la gestione strategica dei rischi non è un costo, ma un investimento indispensabile.
Oggi, di fronte alle sfide poste dalla digitalizzazione, dal cambiamento climatico e dai requisiti ESG, questa visione si rafforza. Pico Adviser Group continuerà pertanto a essere il partner di fiducia delle PMI, evolvendo i propri servizi per integrare i nuovi rischi ambientali e sociali nel framework di Risk Management. Il principio rimane invariato: porre l’analisi prima della polizza.
Per scoprire come Pico Adviser supporta concretamente le PMI nella gestione strategica dei rischi, visita la nostra pagina Perché scegliere Pico Adviser.
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FAQ – Business Continuity Aziendale
Cos’è la business continuity aziendale e perché è una priorità per le PMI?
La business continuity aziendale è la capacità di un’impresa di continuare a operare — o di riprendere rapidamente l’attività — a seguito di un evento critico: un sinistro, un attacco informatico, l’insolvenza di un cliente strategico, la perdita di una figura chiave. Garantirla richiede un approccio sistematico che combina analisi dei rischi, misure organizzative e trasferimento assicurativo dei rischi residui.
Per le PMI è una priorità perché hanno minore capacità di assorbire perdite impreviste rispetto alle grandi imprese. Le statistiche indicano che il 40% delle aziende che hanno subito un danno grave non assicurato ha chiuso entro i 5 anni successivi. La business continuity non è quindi solo una buona pratica: è un requisito di sopravvivenza aziendale.
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Quali sono i principali rischi per la continuità operativa delle imprese italiane?
Secondo l’Allianz Risk Barometer 2024, in Italia l’Interruzione di Attività e i Rischi Informatici sono i rischi più percepiti, entrambi al 40% — con la Business Interruption a +9 punti rispetto alla media mondiale. Seguono catastrofi naturali, cambiamenti normativi e scenari macroeconomici. Tra le novità, la perdita di reputazione e il richiamo prodotti sono entrati nella Top 10 italiana.
Guardando alle cause reali dei fallimenti aziendali, le insolvenze dei clienti guidano la classifica al 21%, seguite da magazzini sovradimensionati, problematiche finanziarie, costi del personale e — al quinto posto — la morte o malattia dell’imprenditore. Dati che evidenziano quanto la business continuity aziendale dipenda da una gestione strutturata di rischi spesso sottovalutati.
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La gestione dei rischi aziendali è obbligatoria per legge?
Sì. L’art. 2086 del Codice Civile stabilisce che l’imprenditore ha il dovere di istituire un assetto organizzativo, amministrativo e contabile adeguato alla natura e alle dimensioni dell’impresa. Il D.Lgs. 231/2001 impone inoltre a dirigenti e amministratori l’adozione di Modelli Organizzativi idonei alla valutazione dei rischi e alla predisposizione delle misure di prevenzione.
Un governo d’impresa efficiente si fonda pertanto su un Sistema di Gestione dei Rischi e su un Sistema di Controlli Interni che coinvolga tutti i livelli dell’organizzazione. La mancata adozione di questi assetti espone gli amministratori a responsabilità personali significative. Le valutazioni specifiche sulla compliance normativa competono a consulenti legali e compliance officer specializzati.
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Cos’è la Due Diligence Assicurativa e quando serve?
La Due Diligence Assicurativa è lo strumento che mette in relazione i rischi emersi dall’analisi con le caratteristiche aziendali e con il programma assicurativo adottato. Evidenzia le aree sotto-assicurate o non coperte e verifica la congruità delle polizze in essere rispetto al mercato assicurativo attuale. È distinta e successiva all’Analisi dei Rischi: quella identifica i rischi, questa valuta se le coperture esistenti li presidiano adeguatamente.
Serve in particolare quando l’azienda ha polizze datate non aggiornate ai nuovi rischi (cyber, catastrofali, ESG), quando cambia dimensione o settore, quando stipula nuovi contratti con clienti o partner che richiedono garanzie assicurative specifiche. Pico Adviser esegue la Due Diligence Assicurativa come primo passo del proprio processo di consulenza.
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Come Pico Adviser supporta le PMI nella business continuity aziendale?
Pico Adviser è broker assicurativo indipendente attivo dal 1991, iscritto al RUI con numero E000400844, parte del network Credea presente in oltre 40 Paesi. Dal 1991 applica un approccio che pone l’analisi dei rischi prima della polizza: non si parte dal prodotto assicurativo, ma dalla comprensione approfondita della realtà aziendale del cliente — settore, processi, figure chiave, dipendenze critiche, esposizioni non presidiate.
Il risultato è un programma assicurativo costruito sui rischi reali dell’azienda, non su soluzioni standard. In un contesto segnato da digitalizzazione, cambiamento climatico e requisiti ESG, questo approccio garantisce che la business continuity aziendale sia protetta in modo completo e aggiornato, integrando i nuovi rischi emergenti nel framework di Risk Management.
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Fonti: D.Lgs. 231/2001 — Normattiva; Allianz Risk Barometer 2024.
Una nota sulla nostra selezione editoriale
Pubblichiamo articoli basati su analisi, studi di mercato e soluzioni assicurative proposti dalle principali compagnie del settore. Lo facciamo perché riteniamo che queste informazioni possano essere utili ad imprenditori e professionisti che ci seguono: a volte si tratta di un report o di un’analisi economica, altre volte di un prodotto o di un tipo di copertura specifica che potrebbe rispondere a un’esigenza concreta. La pubblicazione di questi contenuti non implica alcun rapporto preferenziale tra noi e la fonte citata. Ogni articolo riporta infatti il link alla fonte originale perché il nostro unico interesse è che tu abbia le informazioni giuste per fare scelte consapevoli: puoi approfondire direttamente con la fonte o contattarci per un confronto.
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