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Specializzazione: Assicurazioni Cyber - resilienza sui Rischi Cyber

QBE: Resilienza by Design


Il panorama del rischio informatico sta subendo una trasformazione radicale, spinto dalla crescente adozione di piattaforme cloud e dall’integrazione dell’Intelligenza Artificiale nelle operazioni aziendali. Questo approfondimento analizza la resilienza sui Rischi Cyber dal punto di vista della gestione del rischio e delle implicazioni assicurative per le PMI italiane, sulla base del nuovo report di QBE. Costruire una solida protezione non è più un’opzione: è una priorità strategica per ogni azienda che dipende da sistemi digitali.

Come leggere questo approfondimento

Questo articolo elabora i contenuti del report QBE dal punto di vista della gestione del rischio e delle implicazioni assicurative per le aziende italiane. Le raccomandazioni tecniche (IAM, configurazione cloud, audit di sicurezza) competono ai professionisti IT interni o ai partner di sicurezza: il ruolo di Pico Adviser è strutturare la copertura Cyber Risk più adeguata all’esposizione specifica di ogni azienda.

Resilienza sui Rischi Cyber — in sintesi: Il report QBE identifica tre aree di rischio in rapida evoluzione: Cloud e IA Generativa (il mercato cloud supererà i 5.000 miliardi USD entro il 2034; le truffe deepfake causano perdite tra 250.000 USD e oltre 20 milioni USD); Ransomware (1.537 attacchi nel solo Q1 2025, contro i 572 del 2024); Supply chain (la compromissione di un singolo fornitore può colpire centinaia di clienti a valle). QBE raccomanda un approccio “resilience by design” con governance strutturata e test di stress. Le polizze Cyber Risk coprono danni subiti, tutela legale, interruzione attività e danni reputazionali. Pico Adviser, broker indipendente dal 1991, seleziona la copertura più adeguata per ogni profilo aziendale.

Copertura Digitale: prevedere le interruzioni tecnologiche nel clima dominato dal Cybercrime

Il nuovo report QBE sulla resilienza sui Rischi Cyber

Il panorama del rischio informatico sta subendo una trasformazione radicale, spinto dalla crescente adozione di piattaforme cloud e dall’integrazione dell’Intelligenza Artificiale (IA) nelle operazioni aziendali. Il nuovo report di QBE, Copertura digitale: prevedere le interruzioni tecnologiche in un clima dominato dal crimine informatico, evidenzia come questi elementi, pur aumentando l’efficienza, espongano le organizzazioni a minacce più veloci e sofisticate. Costruire una solida resilienza sui Rischi Cyber è pertanto oggi una priorità strategica per ogni azienda.

I principali elementi da attenzionare

Il report QBE identifica tre aree chiave di rischio in rapida evoluzione:

1. L’impatto amplificato di Cloud e IA Generativa (GenAI)

Il passaggio a piattaforme cloud pubbliche, private e ibride sta efficientando i processi. Tuttavia, con l’aumento della dipendenza dal cloud — che si prevede supererà i 5.000 miliardi di USD entro il 2034 — aumentano anche le vulnerabilità, come i controlli carenti sull’identità e gli errori di configurazione. L’IA Generativa agisce pertanto come un moltiplicatore di minacce, abbassando le barriere tecniche per i cybercriminali e permettendo agli attori malevoli di agire con maggiore velocità e precisione. Le minacce GenAI si sono già concretizzate in truffe deepfake (con perdite tra 250.000 USD e oltre 20 milioni di USD) e attacchi di phishing automatizzati.

2. Ransomware ed evoluzione degli attaccanti

Gli episodi di ransomware continuano a crescere. L’IT-ISAC ha registrato 1.537 attacchi nel primo trimestre del 2025, un aumento significativo rispetto ai 572 attacchi del 2024. Nuove varianti sono specificamente progettate per colpire strumenti di collaborazione basati su cloud. Gli aggressori sono inoltre in grado di muoversi lateralmente tra sistemi on-premises e cloud. Il phishing resta il principale punto di accesso, responsabile di un terzo delle intrusioni nel 2023 e 2024.

3. Dipendenze critiche dalla Supply Chain

I fornitori terzi sono diventati obiettivi particolarmente attraenti. La compromissione di un singolo fornitore può pertanto mettere a rischio centinaia di clienti a valle. L’aggiornamento difettoso del Falcon Sensor di CrowdStrike nel 2024, che ha causato interruzioni globali, dimostra l’impatto sistemico che i malfunzionamenti delle terze parti possono avere sulle funzioni aziendali critiche.

I consigli di QBE: resilienza sui Rischi Cyber by design

Per resistere e anticipare questi incidenti, QBE raccomanda un approccio incentrato sulla resilienza, che deve essere incorporata nella pianificazione e non applicata successivamente.

Costruire una cyber resilienza efficace implica:

  • Integrazione del Rischio: integrare la gestione del rischio informatico nei cicli di vita della tecnologia fin dall’inizio.
  • Controlli di Accesso e Configurazione: implementare solidi protocolli di Gestione delle Identità e degli Accessi (IAM), crittografare i dati sensibili e condurre audit di configurazione regolari.
  • Gestione della Supply Chain: valutare il livello di sicurezza dei fornitori terzi e stabilire protocolli chiari per la gestione del rischio lungo la catena di fornitura.
  • Preparazione Proattiva: prepararsi agli scenari peggiori con piani di contingenza e protocolli di ripristino collaudati, testando le capacità di gestione delle crisi.

L’adozione di un approccio resilience by design — che include governance strutturata e test di stress — non solo protegge il business ma influisce positivamente sulla valutazione da parte degli underwriter cyber, con impatti diretti su condizioni di copertura e premi.

Fonte: QBE — Copertura Digitale

Le soluzioni assicurative per la resilienza sui Rischi Cyber

Le compagnie assicurative forniscono polizze Cyber Risk con una vasta gamma di soluzioni per la valutazione del rischio, la gestione della crisi e il trasferimento del rischio. Tra le garanzie disponibili:

  • Rimborso danni subiti dall’assicurato
  • Tutela legale
  • Indennizzo per interruzione attività
  • Rimborso spese danni reputazionali

È così possibile scegliere una copertura ad hoc che protegga le esigenze specifiche di ogni azienda. Per valutare la propria esposizione, è utile partire da una analisi dei rischi personalizzata prima di scegliere la polizza più adatta. Dal 1991 affianchiamo PMI italiane nella strutturazione di coperture Cyber Risk adeguate al loro profilo di rischio: scopri perché affidarsi a Pico Adviser per la gestione della resilienza sui Rischi Cyber.

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Una nota sulla nostra selezione editoriale

Pubblichiamo articoli basati su analisi, studi di mercato e soluzioni assicurative proposti dalle principali compagnie del settore. Lo facciamo perché riteniamo che queste informazioni possano essere utili ad imprenditori e professionisti che ci seguono: a volte si tratta di un report o di un’analisi economica, altre volte di un prodotto o di un tipo di copertura specifica che potrebbe rispondere a un’esigenza concreta. La pubblicazione di questi contenuti non implica alcun rapporto preferenziale tra noi e la fonte citata. Ogni articolo riporta infatti il link alla fonte originale perché il nostro unico interesse è che tu abbia le informazioni giuste per fare scelte consapevoli: puoi approfondire direttamente con la fonte o contattarci per un confronto.


FAQ – Resilienza sui Rischi Cyber: domande frequenti

Cos’è la resilienza by design e perché è importante per le aziende?

La resilienza by design è un approccio in cui la protezione viene integrata fin dall’inizio nei cicli di vita della tecnologia, anziché aggiunta successivamente come rimedio. Secondo il report QBE, questo significa incorporare governance strutturata, test di stress e piani di contingenza collaudati nella pianificazione aziendale ordinaria. Non è pertanto un intervento emergenziale, ma una scelta strategica.

Il vantaggio è duplice: da un lato protegge il business dagli incidenti cyber sempre più frequenti; dall’altro influisce positivamente sulla valutazione degli underwriter cyber, con impatti diretti su condizioni di copertura e premi assicurativi. Di conseguenza, investire in resilienza riduce sia il rischio operativo sia il costo della protezione.

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Come Cloud e IA Generativa aumentano i rischi cyber per le PMI?

Il mercato cloud supererà i 5.000 miliardi di USD entro il 2034, ma con la crescente dipendenza aumentano anche le vulnerabilità: controlli carenti sull’identità, errori di configurazione e superfici di attacco più ampie. L’IA Generativa agisce pertanto come moltiplicatore di minacce, abbassando le barriere tecniche per i cybercriminali e permettendo attacchi più veloci e precisi.

Le minacce GenAI si sono già concretizzate in truffe deepfake (con perdite tra 250.000 USD e oltre 20 milioni di USD) e campagne di phishing automatizzato su larga scala. Per le PMI, che dispongono di risorse limitate per la cybersecurity, questo scenario rende pertanto urgente una copertura assicurativa adeguata al proprio profilo di rischio.

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Perché il ransomware è ancora la principale minaccia cyber nel 2025?

Secondo i dati IT-ISAC citati nel report QBE, gli attacchi ransomware sono cresciuti da 572 nel 2024 a 1.537 nel solo primo trimestre del 2025. Nuove varianti colpiscono strumenti di collaborazione basati su cloud e si muovono lateralmente tra sistemi on-premises e cloud. Il phishing resta inoltre il principale punto di accesso, responsabile di un terzo delle intrusioni nel 2023 e 2024.

La crescita è strutturale: i gruppi ransomware-as-a-service automatizzano gli attacchi e calibrano le richieste di riscatto sulle capacità di pagamento delle vittime. Di conseguenza, le PMI italiane — che combinano risorse sufficienti per pagare riscatti modesti con difese spesso inadeguate — sono diventate bersagli preferiti di questi attacchi.

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Cosa sono le dipendenze dalla supply chain e come proteggersi?

Le dipendenze dalla supply chain IT rappresentano uno dei rischi più insidiosi: la compromissione di un singolo fornitore terzo può pertanto mettere a rischio centinaia di clienti a valle. L’aggiornamento difettoso del Falcon Sensor di CrowdStrike nel 2024, che ha causato interruzioni globali, è l’esempio più emblematico dell’impatto sistemico che i malfunzionamenti delle terze parti possono avere.

QBE raccomanda di valutare il livello di sicurezza dei fornitori terzi e di stabilire protocolli chiari per la gestione del rischio lungo la catena di fornitura. La polizza Cyber Risk può inoltre includere copertura per interruzioni causate da attacchi ai sistemi di fornitori terzi, trasferendo pertanto il rischio anche per le vulnerabilità fuori dal controllo diretto dell’azienda.

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Come l’assicurazione cyber risk supporta la resilienza operativa?

Le polizze Cyber Risk forniscono un sistema di protezione finanziaria e operativa che completa le misure tecniche di sicurezza. Le garanzie tipicamente disponibili includono: rimborso dei danni subiti dall’assicurato, tutela legale per richieste di terzi, indennizzo per interruzione dell’attività durante il ripristino dei sistemi e rimborso delle spese per danni reputazionali.

In caso di attacco, la compagnia attiva un panel di esperti — forensics, legali, PR — per supportare l’azienda nella gestione della crisi. L’adozione di un approccio resilience by design migliora inoltre le condizioni di copertura e riduce i premi. Pico Adviser, broker indipendente dal 1991, seleziona pertanto la copertura più adeguata per ogni profilo aziendale.

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