
Insolvenze in Italia nel 2025–2026: i dati e i nuovi rischi per le PMI
Quante insolvenze aziendali sono previste in Italia nel 2025 e nel 2026?
Secondo Allianz Trade, le insolvenze aziendali in Italia raggiungono circa 13.000 casi nel 2025, con un incremento del 35% rispetto al 2024, e sono stimate a 13.400 nel 2026 (+3%). Un possibile miglioramento è atteso solo a partire dal 2027. Atradius stima per il 2026 un ulteriore incremento del 4%, mentre Coface prevede un calo del 2% legato non a un miglioramento strutturale ma alla riduzione del numero di imprese attive.
È il quinto anno consecutivo di aumento delle procedure concorsuali. Le ragioni sono strutturali: crescita economica debole, condizioni di finanziamento ancora restrittive e fragilità settoriali che penalizzano in particolare le PMI ad alta intensità di capitale. Per una PMI che vende a credito, ogni insolvenza di un cliente è una perdita secca sul bilancio e un rischio concreto per la continuità operativa.
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Quali settori italiani sono più colpiti dalle insolvenze nel 2025?
Secondo l’Insolvency Report di Allianz Trade, tutti i principali settori contribuiscono all’aumento con variazioni a doppia cifra. Il commercio pesa per il 21% del dato complessivo, seguito dall’edilizia con il 19%, dal manifatturiero con il 16% e dall’ospitalità con il 9%.
Per le PMI italiane questo dato è rilevante anche indirettamente: molte aziende hanno fornitori o clienti in questi settori, anche senza operarvi direttamente. L’insolvenza di un cliente grande può generare un effetto domino lungo tutta la filiera. Il rischio non si limita ai mercati esteri: il mercato italiano mostra segnali di stress crescente che coinvolgono l’intera catena del valore.
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Le previsioni di Allianz Trade, Atradius e Coface sulle insolvenze 2026 concordano?
Le tre compagnie leggono il fenomeno con chiavi interpretative parzialmente diverse ma convergono su un punto fondamentale. Allianz Trade stima un aumento del 3% in Italia nel 2026. Atradius prevede un incremento del 4%, inquadrando la crescita come normalizzazione post-Covid non priva di rischi strutturali. Coface stima invece un calo del 2% — non per miglioramento della solidità delle imprese, ma per riduzione del numero di aziende attive.
Il dato che accomuna tutte le letture è che le PMI italiane operano con margini compressi e resilienza finanziaria ridotta rispetto al periodo pre-2020. Le condizioni di liquidità restano difficili indipendentemente dall’andamento del numero assoluto di procedure concorsuali. Confrontare le previsioni di più compagnie specializzate è esattamente il lavoro che Pico Adviser fa per le PMI clienti prima di strutturare qualsiasi copertura credito.
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Cos’è il rischio Hormuz e come colpisce le PMI italiane esportatrici?
La crisi dello Stretto di Hormuz riguarda un corridoio attraverso cui transita circa un quinto del petrolio mondiale e un terzo del gas naturale liquefatto globale. Per l’Italia, circa 60 miliardi di euro di export sono esposti alle tensioni nell’area: 28 miliardi verso il Medio Oriente e 20-30 miliardi che transitano per Hormuz verso l’Estremo Oriente. Sul fronte energetico, l’Italia importa dall’area del Golfo per 7,6 miliardi di euro l’anno ed è il secondo importatore europeo dall’area.
Secondo il Centro Studi Confindustria, uno scenario di conflitto prolungato porterebbe a una contrazione dei fatturati reali delle imprese italiane del -0,2% nel 2026 e del -0,9% nel 2027. Le tensioni nell’area hanno già dirottato centinaia di navi verso rotte alternative, allungando i tempi di percorrenza di dieci-quindici giorni e aumentando i costi logistici. Si tratta di un rischio che si somma — non si sostituisce — alle fragilità già esistenti sul fronte del rischio credito commerciale.
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Come protegge le PMI la Polizza Credito Commerciale in uno scenario di insolvenze crescenti?
In uno scenario di insolvenze crescenti, la Polizza Credito Commerciale smette di essere uno strumento meramente difensivo e diventa un abilitatore operativo. Permette di concedere dilazioni di pagamento competitive anche su clienti nuovi o mercati poco conosciuti. Migliora l’accesso al credito bancario grazie alla solidità dei crediti assicurati. Trasforma una perdita potenzialmente devastante in un costo prevedibile e gestibile.
Pico Adviser, broker indipendente attivo dal 1991, affianca le PMI italiane nell’analisi del portafoglio crediti e nella selezione della copertura più adeguata — coordinando le proposte di più compagnie specializzate (Allianz Trade, Atradius, Coface e altri) per individuare la soluzione più coerente con il profilo di rischio reale dell’azienda.
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