
Polizza TFM – Accantonamento d’Impresa
La Polizza TFM è lo strumento assicurativo ideale per gestire il Trattamento di Fine Mandato degli amministratori di società. L’analisi che segue è proposta dal punto di vista della gestione del rischio e delle implicazioni assicurative; le valutazioni fiscali e giuridiche specifiche sulla situazione di ogni azienda competono a commercialisti e professionisti legali specializzati. Si tratta di un’indennità che la società può riconoscere ai propri amministratori al termine del loro mandato, con vantaggi fiscali significativi sia per l’azienda che per l’amministratore. Purtroppo le piccole e medie imprese italiane la utilizzano ancora troppo poco.
Come leggere questo approfondimento
Questo articolo affronta la Polizza TFM dal punto di vista della gestione del rischio e delle implicazioni assicurative per le PMI italiane. Le valutazioni fiscali specifiche — deducibilità, congruità degli importi, trattamento INPS, tassazione separata — competono al commercialista dell’azienda: il ruolo di Pico Adviser è strutturare la polizza assicurativa più adeguata alla specifica situazione di ogni amministratore e società.
La Polizza TFM — in sintesi: Il Trattamento di Fine Mandato è un compenso differito facoltativo che la società può riconoscere agli amministratori alla cessazione del mandato. La Polizza TFM è il prodotto assicurativo che accantona e garantisce questo importo. Vantaggi per l’azienda: deducibilità integrale dell’accantonamento annuale dal reddito d’impresa (IRES). Vantaggi per l’amministratore: tassazione separata agevolata invece delle aliquote progressive ordinarie IRPEF; polizza impignorabile e insequestrabile. Requisito fondamentale: atto scritto con data certa anteriore all’inizio del mandato. Importo congruo: generalmente tra il 20% e il 30% del compenso fisso annuo. Le sentenze 36 e 37 del 2024 della Corte di Giustizia Tributaria del Piemonte hanno confermato la piena deducibilità. Pico Adviser, broker indipendente dal 1991, struttura polizze TFM personalizzate per ogni realtà aziendale.
Polizza TFM: La Soluzione Strategica per il Trattamento di Fine Mandato degli Amministratori
Introduzione
Come broker assicurativo specializzato, realizziamo polizze TFM sempre personalizzate secondo le specifiche esigenze di ogni azienda. Non esistono soluzioni standard: ogni realtà imprenditoriale ha caratteristiche uniche che richiedono un’analisi approfondita e una strutturazione su misura del contratto, sia per l’importo dell’accantonamento che per le modalità di investimento.
In questa guida analizzeremo cos’è il TFM, come funziona e quali sono i vantaggi fiscali. Vedremo anche come si calcola l’importo congruo e perché la polizza assicurativa rappresenta la soluzione ottimale per gestirlo.
Cos’è il Trattamento di Fine Mandato
Il TFM è un compenso aggiuntivo e differito che la società può decidere di riconoscere ai propri amministratori alla cessazione del loro incarico. A differenza del TFR dei lavoratori dipendenti, che la legge rende obbligatorio, il TFM è facoltativo e nasce dalla libera volontà della società.
Non esiste una norma specifica che regola direttamente il TFM. La sua disciplina si basa sul combinato disposto di due articoli del Codice Civile: l’articolo 2120 regola il TFR dei lavoratori dipendenti, mentre l’articolo 2364 stabilisce le competenze dell’assemblea dei soci in materia di compensi per amministratori e sindaci.
Il TFM si può riconoscere non solo agli amministratori di società, ma anche a tutti quei soggetti che lavorano per l’azienda senza essere legati da un vincolo di subordinazione, come i collaboratori coordinati e continuativi.
Differenze tra TFM e TFR
Sebbene possano sembrare strumenti simili, TFM e TFR presentano differenze sostanziali che è importante conoscere. Il TFR è obbligatorio per tutti i lavoratori dipendenti e l’articolo 2120 del Codice Civile lo regola rigidamente: l’accantonamento annuale deducibile si calcola dividendo la retribuzione annua del dipendente per 13,5. Il TFM invece è facoltativo, deve essere previsto dallo statuto o da una delibera assembleare e non segue regole fisse di calcolo.
La quantificazione del TFM resta affidata alla libera contrattazione delle parti, ma deve rispettare criteri di ragionevolezza e congruità rispetto alla realtà economica dell’impresa. Mentre per il TFR esistono regole ben precise, per il TFM non è possibile individuare tali regole precostituite.
Anche dal punto di vista fiscale esistono differenze. Entrambi prevedono una tassazione separata al momento dell’erogazione, ma con regole differenti. Il TFM può beneficiare della tassazione separata solo se l’azienda lo ha deliberato correttamente con atto di data certa e accantonato negli anni.
I Vantaggi Fiscali della Polizza TFM
La Polizza TFM costituisce uno strumento di pianificazione fiscale particolarmente vantaggioso, che offre benefici sia per l’azienda che per l’amministratore.
Vantaggi per l’Azienda
L’azienda può dedurre integralmente dal reddito d’impresa l’accantonamento annuale al TFM, al pari del TFR dei dipendenti. Ogni anno l’importo accantonato riduce la base imponibile su cui si calcola l’IRES, con un risparmio fiscale immediato.
Il TFM rappresenta una voce di costo per la società che deve annualmente accantonarla in un apposito fondo. A differenza di quanto accade con il compenso ordinario, l’accantonamento permette di spalmare il costo fiscale nel tempo. Si ottiene pertanto un beneficio fiscale immediato a fronte di un’uscita di cassa futura.
La deduzione avviene secondo il principio di competenza e non per cassa, purché siano rispettati i requisiti previsti. Il costo viene dedotto nell’anno di maturazione economica, indipendentemente dal momento dell’effettiva uscita monetaria.
Vantaggi per l’Amministratore
L’amministratore beneficia di una tassazione agevolata al momento della percezione del TFM. Invece di essere tassato con le aliquote progressive ordinarie IRPEF, il TFM viene tassato separatamente, evitando che le aliquote si sommino al reddito dell’anno.
La tassazione separata prevede un calcolo particolare dell’aliquota applicabile, basato sul reddito medio degli ultimi due anni di prestazione del servizio. Questo comporta generalmente un carico fiscale inferiore rispetto alla tassazione ordinaria. Il vantaggio è pertanto particolarmente significativo per gli amministratori con redditi elevati.
Al momento dell’erogazione, la società effettua una ritenuta a titolo di acconto del 20% sull’ammontare imponibile lordo. Successivamente, in sede di dichiarazione dei redditi, l’amministratore chiederà l’applicazione della tassazione separata con aliquota calcolata sulla media dei redditi dei due anni precedenti.
Se l’amministratore possiede un fondo pensione, può scegliere di far confluire il TFM in quest’ultimo, beneficiando così delle relative agevolazioni fiscali previste per la previdenza complementare.
Requisiti Fondamentali per la Deducibilità
Affinché la Polizza TFM sia valida e l’azienda possa dedurre gli accantonamenti annuali, deve rispettare alcuni requisiti fondamentali stabiliti dalla giurisprudenza consolidata della Corte di Cassazione.
La Data Certa Anteriore all’Inizio del Mandato
Il requisito principale prevede che il diritto al TFM risulti da un atto scritto con data certa anteriore all’inizio del rapporto di amministrazione. Questo atto deve specificare anche l’importo dell’indennità o i criteri precisi per il suo calcolo.
La data certa è fondamentale per evitare un uso opportunistico dello strumento. Impedisce che la società possa decidere l’accantonamento nell’immediatezza della chiusura del bilancio solo per ridurre artificiosamente il reddito imponibile. La giurisprudenza è molto rigida su questo punto: senza data certa anteriore, non è possibile dedurre gli accantonamenti per competenza.
Mezzi idonei a determinare la certezza della data sono diversi: l’estratto notarile del libro delle delibere assembleari, la notifica all’amministratore della delibera di nomina, l’invio della copia della delibera a mezzo raccomandata in plico senza busta, oppure la registrazione della delibera presso l’Agenzia delle Entrate.
Conseguenze della Mancanza di Data Certa
Se manca la data certa anteriore all’inizio del rapporto, l’azienda non può dedurre gli accantonamenti annuali secondo il principio di competenza. In questo caso trova applicazione il principio di cassa stabilito dall’articolo 95 comma 5 del TUIR. La deduzione avviene pertanto solo nell’anno in cui l’azienda corrisponde effettivamente il TFM all’amministratore.
Anche per l’amministratore ci sono conseguenze negative: senza data certa, non può beneficiare della tassazione separata agevolata e il TFM viene tassato come un normale compenso con le aliquote progressive ordinarie.
Come Determinare l’Importo Congruo del TFM
Una delle questioni più delicate nella strutturazione della Polizza TFM riguarda la determinazione dell’importo congruo da accantonare. La Corte di Cassazione e l’Agenzia delle Entrate hanno fornito negli anni indicazioni precise su questo tema.
Nessun Limite Prefissato ma Criteri di Ragionevolezza
La sentenza della Cassazione numero 28827 del 2021 ha definitivamente chiarito che non esiste alcuna norma che obblighi le società a determinare le quote del TFM degli amministratori secondo le forme previste per il TFR. Non si applica quindi la formula della retribuzione annua divisa per 13,5.
Secondo la risoluzione dell’Agenzia delle Entrate numero 124 del 2017, l’ammontare dell’accantonamento deve rispettare criteri di ragionevolezza e congruità, essere proporzionato alla realtà economica dell’impresa e prevedere una specifica delibera assembleare dei soci. L’importo deducibile dipende pertanto da una prudenziale valutazione delle dimensioni della società, del volume d’affari, della complessità dell’amministrazione e del ruolo effettivamente svolto dall’amministratore.
Indicazioni dalla Giurisprudenza
La giurisprudenza di merito ha fornito negli anni diversi esempi concreti di accantonamenti ritenuti congrui. In Piemonte, la Commissione Tributaria Regionale ha ritenuto proporzionato un TFM di 150.000 euro annui su un volume d’affari di 2 milioni di euro, pari al 7,5% del fatturato. In Toscana, la Commissione di Giustizia Tributaria ha considerato ragionevole un accantonamento annuo di 100.000 euro con un reddito d’impresa di 300.000 euro.
La Commissione Tributaria Regionale della Lombardia ha invece avallato un accantonamento di 120.000 euro pari al 20% del compenso dell’amministratore. Nella prassi professionale, si considera pertanto prudenziale e congruo un accantonamento TFM compreso tra il 20 e il 30% del compenso fisso annuo dell’amministratore, sempre coerente con le dimensioni aziendali.
Il Rischio di Accantonamenti Eccessivi
L’Agenzia delle Entrate può ritenere che il TFM accantonato sia eccessivo. Se lo considera sproporzionato rispetto alla realtà economica dell’impresa, può contestarne la deducibilità riqualificandolo come distribuzione di utili occulti. Diventa quindi indeducibile per la società e tassabile come dividendo per il socio amministratore.
Per questo motivo, quando strutturiamo una Polizza TFM personalizzata analizziamo sempre con attenzione le dimensioni aziendali, il volume d’affari, la complessità dell’attività e il ruolo dell’amministratore. In questo modo individuiamo l’importo ottimale che massimizzi i vantaggi fiscali senza esporsi a contestazioni.
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La Polizza TFM: come funziona e perché sceglierla
L’azienda può scegliere di accantonare il TFM direttamente in un fondo interno oppure attivare un’apposita polizza assicurativa. Quest’ultima soluzione offre numerosi vantaggi e nella maggior parte dei casi risulta preferibile.
Come Funziona la Polizza TFM
La Polizza TFM è un prodotto di capitale differito in forma collettiva, ideato per proteggere le piccole e medie imprese e accantonare l’indennità di fine mandato per soci, amministratori e collaboratori. La società stipula la polizza come contraente e versa un premio annuale alla compagnia assicuratrice.
Il premio annuo costituisce il capitale necessario per assicurare l’indennità di fine mandato stabilita dallo statuto o dall’assemblea dei soci. Gli importi investiti nella polizza si rivalutano annualmente in base ai rendimenti conseguiti dalla gestione separata della compagnia. Alla cessazione del rapporto, la polizza eroga un capitale costituito dalla somma dei premi versati più le rivalutazioni annuali maturate.
Contraente e Beneficiario della Polizza
Nella strutturazione della Polizza TFM esistono due configurazioni possibili. Nella prima, la società è sia il contraente che il beneficiario: al termine del mandato riscatta il capitale e poi liquida il TFM all’amministratore. Questa configurazione offre maggiore flessibilità ma richiede attenzione nella gestione contabile.
Nella seconda configurazione, più diffusa, la società è contraente ma l’amministratore è beneficiario diretto della polizza. In caso di decesso dell’amministratore prima della fine del mandato, il capitale viene pertanto erogato agli eredi come previsto contrattualmente.
È fondamentale distinguere la Polizza TFM dalla polizza Key Man. Nella Key Man il beneficiario è la società, tutelata dalla perdita del proprio uomo chiave. Nella Polizza TFM il beneficiario è invece l’amministratore stesso o i suoi eredi.
I Vantaggi della Polizza Assicurativa
La Polizza TFM offre numerosi vantaggi rispetto all’accantonamento diretto in azienda. Primo fra tutti, la legge rende la polizza impignorabile e insequestrabile, proteggendo l’amministratore dal rischio d’impresa. In caso di difficoltà economiche della società, il capitale accantonato rimane pertanto al sicuro e garantito.
La gestione viene completamente delegata alla compagnia assicurativa, che si occupa di tutta la parte burocratica e documentale, sollevando l’azienda da oneri amministrativi. Gli importi investiti si rivalutano annualmente in base ai rendimenti della gestione separata. In caso di decesso dell’amministratore durante il mandato, la polizza garantisce comunque l’erogazione del capitale agli eredi.
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Deducibilità dei Premi e Tassazione: Le Sentenze del 2024
Un tema che ha generato contenziosi negli anni riguarda il trattamento fiscale delle polizze vita utilizzate per accantonare il TFM. L’Agenzia delle Entrate aveva in passato contestato che i premi versati costituissero fringe benefit per l’amministratore, sostenendo quindi che non fossero interamente deducibili.
La Posizione dell’Agenzia delle Entrate
Secondo l’Ufficio, le somme accantonate in una polizza vita dovevano essere considerate fringe benefit quando la società era il contraente e gli eredi dell’amministratore erano i beneficiari in caso di morte. L’Agenzia riteneva inoltre che l’importo accantonato dovesse essere riqualificato come vantaggio accessorio tassabile quando superava determinati limiti percentuali rispetto al compenso annuo.
Le Sentenze della Corte di Giustizia Tributaria del Piemonte
Con le sentenze numero 36 e 37 depositate il 30 gennaio 2024, la Corte di Giustizia Tributaria di secondo grado del Piemonte ha definitivamente chiarito la questione, respingendo l’appello dell’Agenzia delle Entrate. La Corte ha stabilito che l’utilizzo delle polizze vita per accantonare il TFM non costituisce un fringe benefit ed è completamente deducibile.
La Corte ha inoltre sottolineato che considerare queste polizze come fringe benefit comporterebbe un’indebita duplicazione di tassazione. Queste sentenze hanno pertanto confermato la piena deducibilità dei premi versati per la Polizza TFM, eliminando le incertezze interpretative del passato. Per un approfondimento normativo, si rimanda al sito ufficiale dell’Agenzia delle Entrate.
Contributi INPS sul TFM
Un aspetto importante da considerare nella pianificazione del TFM riguarda gli aspetti previdenziali. L’INPS con la nota numero 7265 del 2002 ha chiarito che il TFM è soggetto al contributo previdenziale dovuto alla Gestione Separata INPS, entro il limite del massimale contributivo previsto.
I contributi devono essere versati secondo il principio di cassa: il versamento avviene al momento dell’effettiva erogazione del TFM all’amministratore, non durante gli anni di accantonamento. L’aliquota contributiva applicabile per il 2025 è del 33,72% per gli amministratori senza DIS-COLL. Un terzo è a carico dell’amministratore, due terzi a carico della società. La quota INPS a carico dell’amministratore è deducibile dal reddito complessivo.
Anticipazione e Riscatto del TFM
Così come previsto per il TFR e per i fondi pensione, anche il TFM può essere liquidato in anticipo rispetto al termine del rapporto, in modo totale o parziale, con specifiche giustificazioni. Le causali ammesse sono generalmente le stesse previste per il TFR: spese sanitarie straordinarie, acquisto o ristrutturazione della prima casa, altre esigenze personali dell’amministratore.
La decisione di concedere o meno l’anticipazione resta comunque in capo all’azienda e all’amministratore. In caso di riscatto anticipato della polizza, l’importo riscattato concorre alla formazione del reddito dell’amministratore secondo le regole ordinarie, perdendo pertanto il beneficio della tassazione separata.
TFM e Amministratori Soci
Particolare attenzione va prestata quando l’amministratore è contemporaneamente socio della società. In questi casi, la giurisprudenza richiede una valutazione più rigorosa della congruità e della genuinità dell’accantonamento, per evitare che il riconoscimento del TFM si risolva in una distribuzione mascherata di utili.
È fondamentale che la Polizza TFM sia stata deliberata con atto di data certa anteriore all’inizio del mandato. L’importo deve essere congruo rispetto alle dimensioni aziendali. La documentazione deve essere pertanto particolarmente accurata per evitare contestazioni da parte dell’Agenzia delle Entrate.
Rinuncia al TFM: Aspetti Fiscali
Con la sentenza numero 16595 del 2023 e successive conferme nel 2024 e 2025, la Cassazione ha stabilito che la rinuncia al credito TFM da parte del socio non comporta tassazione in capo al socio stesso. La rinuncia è un atto patrimoniale che incrementa il costo della partecipazione, non un incasso reddituale.
Per quanto riguarda la società, se il TFM era stato dedotto per competenza negli anni precedenti, la rinuncia del socio potrebbe non generare sopravvenienza attiva tassabile fino a concorrenza del valore fiscale del credito, come stabilisce l’articolo 88 comma 4-bis del TUIR. Se invece il TFM non era stato dedotto, la situazione fiscale va valutata caso per caso.
TFM e Tassazione dei Proventi della Polizza
I proventi della polizza — la differenza positiva tra capitale liquidato e premi versati — hanno un trattamento fiscale specifico. Per le polizze stipulate dall’1 gennaio 2001, la compagnia assoggetta i proventi a imposta sostitutiva del 12,5%. Tale aliquota si riduce del 2% per ogni anno successivo al decimo, incentivando pertanto gli investimenti a lungo termine.
L’imposta sostitutiva non si applica in caso di decesso dell’amministratore prima della fine del mandato: in questo caso la polizza eroga il capitale agli eredi senza questa trattenuta fiscale. Dal punto di vista contabile, i proventi vengono iscritti a Conto Economico tra i proventi finanziari e concorrono alla formazione del reddito d’impresa.
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Quando Conviene la Polizza TFM
La Polizza TFM rappresenta uno strumento particolarmente vantaggioso in determinate situazioni aziendali. È consigliata soprattutto per le società con utili significativi che vogliono ridurre il carico fiscale attraverso accantonamenti deducibili. Vale inoltre per gli amministratori con redditi elevati, che possono beneficiare maggiormente della tassazione separata rispetto a quella ordinaria.
È strategica anche per le società a ristretta base societaria dove l’amministratore è anche socio e vuole programmare il proprio futuro previdenziale. Risulta particolarmente efficace quando si prevede un mandato di lunga durata, che permette di massimizzare gli accantonamenti e i rendimenti della polizza. Per approfondire la pianificazione del rischio aziendale, consulta anche la nostra pagina sull’Analisi dei Rischi.
L’Importanza della Personalizzazione
Ogni azienda ha caratteristiche uniche: dimensioni, settore di attività, struttura societaria, redditività e obiettivi strategici specifici. Per questo motivo, le polizze TFM non possono essere standardizzate ma devono essere attentamente personalizzate su ogni singola realtà.
Il nostro approccio prevede sempre un’analisi approfondita della situazione aziendale e degli obiettivi del cliente. Insieme valutiamo la convenienza fiscale del TFM, determiniamo l’importo congruo da accantonare e verifichiamo che tutti i requisiti formali siano rispettati. La scelta della compagnia assicuratrice più adatta dipende pertanto dal profilo di rischio e dalle esigenze di rendimento specifiche dell’azienda.
Conclusioni sulla Polizza TFM
La Polizza TFM rappresenta uno strumento di pianificazione fiscale ancora sottovalutato ma estremamente efficace per le piccole e medie imprese italiane. Per l’azienda significa riduzione immediata del carico fiscale attraverso la deducibilità integrale degli accantonamenti e fidelizzazione degli amministratori. Per l’amministratore comporta tassazione separata agevolata e protezione dal rischio d’impresa grazie all’impignorabilità della polizza.
Le recenti sentenze del 2024 hanno definitivamente chiarito che le polizze vita per il TFM non sono fringe benefit e sono interamente deducibili. Tuttavia, è fondamentale che la Polizza TFM sia strutturata correttamente fin dall’inizio. La mancanza di data certa, importi non congrui o violazioni dei requisiti formali possono portare al disconoscimento della deducibilità con conseguenze fiscali pesanti. Dal 1991 affianchiamo PMI italiane nella strutturazione di polizze TFM personalizzate: scopri perché affidarsi a Pico Adviser per la polizza TFM più adatta alla tua azienda.
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FAQ – La Polizza TFM: vantaggi, requisiti e funzionamento
Cos’è la Polizza TFM e a chi si rivolge?
La Polizza TFM è un prodotto assicurativo di capitale differito che accantona e garantisce il Trattamento di Fine Mandato degli amministratori di società. Il TFM è un compenso aggiuntivo e differito, facoltativo, che la società può riconoscere agli amministratori alla cessazione del loro incarico. Non si rivolge solo agli amministratori: può essere riconosciuto anche a collaboratori coordinati e continuativi.
La società stipula la polizza come contraente e versa un premio annuale alla compagnia. Alla cessazione del rapporto, la polizza eroga un capitale costituito dalla somma dei premi versati più le rivalutazioni annuali maturate. Pico Adviser, broker indipendente dal 1991, struttura polizze TFM personalizzate per ogni realtà aziendale senza soluzioni standard.
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Quali sono i vantaggi fiscali della Polizza TFM per l’azienda e per l’amministratore?
Per l’azienda: deducibilità integrale dell’accantonamento annuale dal reddito d’impresa (IRES), con risparmio fiscale immediato. La deduzione avviene per competenza, nell’anno di maturazione economica, indipendentemente dall’uscita di cassa. Per l’amministratore: tassazione separata agevolata invece delle aliquote progressive ordinarie IRPEF, con un carico fiscale generalmente inferiore.
La polizza è inoltre impignorabile e insequestrabile, proteggendo pertanto il capitale accantonato dal rischio d’impresa. In caso di difficoltà economiche della società, il capitale rimane al sicuro. Se l’amministratore ha un fondo pensione, può far confluire il TFM beneficiando delle agevolazioni previste per la previdenza complementare.
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Quali requisiti deve rispettare la Polizza TFM per essere deducibile?
Il requisito fondamentale è che il diritto al TFM risulti da un atto scritto con data certa anteriore all’inizio del rapporto di amministrazione. L’atto deve specificare l’importo dell’indennità o i criteri precisi per il suo calcolo. Senza data certa anteriore, l’azienda non può dedurre gli accantonamenti per competenza e l’amministratore perde pertanto il beneficio della tassazione separata.
Mezzi idonei a determinare la certezza della data: estratto notarile del libro delle delibere, notifica della delibera di nomina, raccomandata in plico senza busta, registrazione presso l’Agenzia delle Entrate. L’importo deve essere congruo rispetto alla realtà economica dell’impresa per evitare la riqualificazione come distribuzione di utili occulti.
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Come si determina l’importo congruo del TFM?
Non esiste un limite prefissato: la sentenza Cassazione n. 28827/2021 ha chiarito che non si applica la formula del TFR. Secondo la risoluzione Agenzia delle Entrate n. 124/2017, l’importo deve rispettare criteri di ragionevolezza e congruità, proporzionato alla realtà economica dell’impresa. I fattori da valutare sono dimensioni della società, volume d’affari, complessità dell’amministrazione e ruolo dell’amministratore.
Nella prassi professionale si considera prudenziale un accantonamento tra il 20% e il 30% del compenso fisso annuo. Un importo eccessivo può essere pertanto riqualificato dall’Agenzia delle Entrate come distribuzione di utili occulti, diventando indeducibile per la società e tassabile come dividendo per il socio amministratore.
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Quali sono le differenze tra Polizza TFM e polizza Key Man?
La differenza fondamentale riguarda il beneficiario. Nella Polizza TFM il beneficiario è l’amministratore stesso o i suoi eredi: la polizza tutela l’amministratore e accantona la sua indennità di fine mandato con vantaggi fiscali per entrambe le parti. Nella polizza Key Man il beneficiario è invece la società, che si tutela dalla perdita economica causata dalla scomparsa o dall’inabilità del proprio uomo chiave.
Sul piano fiscale, la Polizza TFM consente la deducibilità integrale dei premi versati — confermata dalle sentenze 36 e 37 del 2024 della Corte di Giustizia Tributaria del Piemonte — e la tassazione separata agevolata per l’amministratore. La polizza Key Man ha pertanto un trattamento fiscale differente, legato alla natura indennitaria della copertura.
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