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Assicurazioni Rischio Cyber

Le specializzazioni Pico

Assicurazione Cyber Risk è la polizza che protegge le PMI dai danni economici causati da attacchi informatici: ransomware, data breach e violazioni GDPR. Pico Adviser, broker indipendente dal 1991, affianca le PMI nella scelta della copertura più adatta alla propria casa digitale.

In sintesi: l’Assicurazione Cyber Risk copre ripristino dei dati, spese legali, sanzioni GDPR e costi di notifica in caso di data breach; l’interruzione di attività è invece quasi sempre un’estensione a parte, da attivare esplicitamente. Secondo il Rapporto Cyber Index PMI 2025 (Generali e Confindustria, con il supporto scientifico del Politecnico di Milano), una PMI italiana su quattro ha subito almeno un attacco informatico negli ultimi tre anni. Il Rapporto Clusit 2025 conferma la tendenza: le minacce cyber in Italia sono cresciute del 169% in cinque anni, con un +27,4% solo nel 2024. In fase di sottoscrizione le compagnie possono richiedere di dimostrare misure già implementate, tra cui MFA, backup, patch management, protezione degli accessi remoti e piani di Incident Response.

Assicurazione Cyber Risk per PMI - protezione aziende - sicurezza informatica

Completa la Protezione della Tua Azienda

L’Assicurazione Cyber Risk è diventata uno strumento fondamentale per le PMI italiane: negli ultimi anni gli attacchi informatici sono aumentati in modo esponenziale, con ransomware, phishing e violazioni di dati sensibili sempre più frequenti.

I rischi digitali rappresentano oggi una delle minacce più concrete per le piccole e medie imprese italiane. Per questo motivo le polizze Cyber Risk sono diventate uno strumento fondamentale di protezione aziendale.

Tuttavia, ottenere una copertura assicurativa contro i rischi informatici non è più semplice come qualche anno fa. L’aumento esponenziale degli eventi cyber ha spinto le compagnie assicurative a richiedere requisiti sempre più stringenti prima di concedere la polizza.

Non basta più volersi assicurare: occorre dimostrare di aver già implementato solide misure di sicurezza informatica.

I Requisiti Richiesti dalle Compagnie Assicurative

Per poter assicurare il Rischio Cyber con una Polizza Cyber Risk, l’azienda deve già aver implementato (o impegnarsi ad implementare rapidamente) una serie di misure tecnico-organizzative per la sicurezza della rete e dei dati. In alcuni casi è sufficiente una dichiarazione nel questionario assicurativo, ma attenzione: una dichiarazione inesatta o reticente su misure di sicurezza dichiarate può comportare limitazioni, riduzione o rifiuto dell’indennizzo, a seconda delle circostanze e di quanto previsto dalla polizza.

In altri casi, più stringenti, è richiesto che un ente esterno effettui un penetration test per verificare concretamente la solidità delle misure di sicurezza implementate. Naturalmente, nella valutazione complessiva le compagnie considerano anche le dimensioni dell’azienda e il settore di attività.

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    rischio domino: protezione Assicurazione Cyber Risk

    Come Funziona l’Assicurazione Cyber Risk

    L’Assicurazione Cyber Risk è una polizza specifica progettata per proteggere le aziende dai danni economici derivanti da attacchi informatici e violazioni dei dati. A differenza della tradizionale RC Professionale Informatica, che tutela i professionisti IT dai possibili errori commessi nello svolgimento della loro attività presso i clienti, la polizza cyber protegge la “propria casa digitale”.

    Secondo il Rapporto Cyber Index PMI 2025 di Generali e Confindustria, con il supporto scientifico del Politecnico di Milano, una PMI italiana su quattro ha subito almeno un attacco informatico negli ultimi tre anni. I danni possono includere perdite economiche dirette, interruzione dell’attività, costi di ripristino dei sistemi, spese legali e danni reputazionali.

    Più avanti in questa pagina trovi la tabella completa con tutte le voci di copertura e le principali esclusioni.

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    Cosa Copre e Cosa Non Copre la Polizza Cyber Risk

    Prima di scegliere una polizza è importante sapere esattamente cosa copre e dove si fermano le garanzie. Ecco una sintesi delle voci principali.

    Cosa copre la polizza

    CopreDettaglio
    Incident responseIntervento forense, legale e di comunicazione dopo l’attacco
    Ripristino dati e sistemiRecupero e decontaminazione da malware
    Interruzione di attivitàQuasi sempre una sezione opzionale a pagamento, non inclusa di base: senza attivarla esplicitamente in polizza, in caso di fermo resti scoperto sulla perdita di profitto anche se il resto della polizza è attivo. Dove prevista, non è comunque a tempo indeterminato: ogni prodotto fissa una franchigia temporale iniziale e un tetto massimo di giorni indennizzabili
    Blocco da fornitore IT/CloudEstensione “supply chain”, oggi proponibile anche su PMI
    Riscatto ransomwareDove legalmente consentito
    Responsabilità verso terziViolazione dati di clienti e partner
    Sanzioni Garante PrivacyParzialmente assicurabili, dipende dalla compagnia; le spese di difesa legale sono generalmente previste, secondo i limiti e le condizioni della polizza

    Cosa non copre la polizza

    Non copreDettaglio
    Guerra e cyber war di StatoPossono essere escluse o soggette a limitazioni specifiche, a seconda del wording
    Dolo degli amministratoriMai coperto
    Carenze di sicurezza dichiarate ma non realiPatch mancanti, MFA assente, backup non conformi
    Migliorie post-sinistroLa polizza ripristina lo stato pre-attacco, non finanzia un upgrade a uno standard superiore, né sui tuoi sistemi né su quelli di un fornitore colpito. Solo alcune polizze corporate includono questa estensione

    Attenzione al “Silent Cyber”

    C’è un aspetto che spesso sfugge anche a chi ha già una polizza cyber attiva: le altre coperture aziendali, come la property o la RC generale, non sono sempre state pensate per gestire in modo esplicito gli eventi informatici. Il rischio cyber può quindi restare presente in modo implicito in quelle polizze, senza essere né chiaramente incluso né chiaramente escluso. È il cosiddetto “silent cyber”, un tema segnalato anche dall’autorità europea di vigilanza assicurativa EIOPA.

    Un esempio concreto: se un attacco informatico causa un blocco della produzione con danni fisici a un macchinario (pensiamo a un impianto industriale governato da sistemi OT compromessi), la polizza property tradizionale potrebbe intervenire, non intervenire, o intervenire solo in parte, a seconda di come è scritta l’esclusione cyber al suo interno, se presente. Lo stesso vale per alcune coperture RC generale rispetto ai danni causati a terzi da un incidente informatico.

    Per questo motivo non basta guardare la polizza Cyber Risk isolatamente: bisogna verificare il coordinamento con tutte le altre coperture già attive in azienda, per capire dove finisce una polizza e dove inizia l’altra, ed evitare sia sovrapposizioni inutili sia, soprattutto, buchi di copertura. È uno dei controlli che facciamo quando analizziamo il quadro assicurativo complessivo di un cliente.

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    Quanto Costa una Polizza Cyber Risk

    Il premio dipende da fatturato, settore, dati trattati e misure di sicurezza già in atto, e varia molto anche in base all’appetito delle singole compagnie. Un punto di partenza concreto:

    • Professionisti: premi a partire da circa 160€/anno, con massimali contenuti (indicativamente fino a 100.000€)
    • Aziende: il premio cresce con fatturato e massimale richiesto

    Fasce di premio per fatturato

    Fatturato aziendaPremio annuo indicativoMassimale tipico
    Fino a 2M€800-1.500€250.000-500.000€
    2M€ – 10M€2.500-6.000€500.000€-1.500.000€
    10M€ – 50M€6.000-18.000€1.500.000-5.000.000€

    Fasce puramente indicative, costruite come ordine di grandezza generale: ogni compagnia ha un proprio appetito di rischio e le stesse caratteristiche aziendali possono generare preventivi anche molto diversi tra loro. Solo un preventivo su misura dà la cifra reale.

    Le analisi internazionali di settore descrivono il 2026 come un anno di svolta per il mercato delle polizze cyber: dopo anni di forte irrigidimento dei prezzi, si osserva ora un trend di stabilizzazione dei premi, mentre l’esposizione al rischio continua a crescere. Un motivo in più per confrontare più offerte con un broker che segue l’andamento del mercato.

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    I Principali Requisiti di Sicurezza Valutati dalle Compagnie

    I requisiti di sicurezza richiesti variano da compagnia a compagnia, in base a settore, fatturato e massimale. Questi sono i controlli più ricorrenti nei questionari di sottoscrizione:

    notebook - rischio informatico cyber risk

    Parametri Fondamentali

    • Formazione del personale
      Le compagnie possono richiedere corsi di formazione sul rischio phishing, con cadenza almeno annuale nei prodotti più strutturati, includendo test di verifica per i partecipanti. Il fattore umano resta infatti la principale vulnerabilità aziendale.
    • Protezione della posta elettronica
      È necessaria la pre-visualizzazione e scansione automatica delle email in cerca di allegati e link potenzialmente dannosi prima che raggiungano la casella del destinatario.
    • Rete privata virtuale (VPN)
      Tutti gli accessi da remoto alla rete aziendale devono avvenire attraverso una connessione VPN sicura e crittografata.
    • Autenticazione multifattoriale (MFA)
      Deve essere implementata per tutti gli accessi da remoto, per la posta elettronica in cloud e per gli account amministrativi. L’MFA riduce drasticamente il rischio di accessi non autorizzati.
    • Gestione aggiornamenti
      Le patch di sicurezza critiche vanno installate tempestivamente: alcune compagnie richiedono tempistiche indicativamente entro 30 giorni dalla pubblicazione, ma il termine esatto varia da prodotto a prodotto.
    • DNS sicuro
      L’implementazione di servizi DNS protetti (DNS filtering / DNS security) è essenziale per prevenire attacchi di tipo DNS hijacking.
    • Backup, continuità e altre misure

    • Sistema di backup
      Le compagnie possono richiedere backup off-site, off-line o su cloud, con specifici requisiti di protezione e cifratura. Il backup offline è particolarmente importante per proteggersi dai ransomware.
    • Piani di emergenza
      Le compagnie possono richiedere piani di Incident Response Plan (IRP), Disaster Recovery Plan (DRP) e Business Continuity Plan (BCP) documentati e, per i profili di rischio più elevati, anche sottoposti a test periodici.
    • Antivirus e firewall aggiornati
      Non basta un antivirus gratuito: serve una protezione di livello aziendale, costantemente aggiornata, su tutti i dispositivi e i punti di accesso a internet.
    • Nessuna password di default
      Le credenziali “di fabbrica” (es. admin/admin) devono essere sempre sostituite: aumentano significativamente il rischio di compromissione e, se la loro presenza contrasta con quanto dichiarato nel questionario, possono incidere sull’operatività della copertura.
    • Software con licenza regolare
      L’uso di software piratato o non licenziato può incidere sull’assicurabilità e sull’operatività della copertura.

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    Aspetti di Valutazione Avanzata

    Oltre ai requisiti minimi, le compagnie valutano positivamente la presenza di ulteriori misure di sicurezza che aumentano significativamente il livello di protezione aziendale:

    sicurezza informatica assicurazione cyber risk
    • Protezione degli endpoint (EPP)
      Software avanzati di protezione installati su tutti i dispositivi aziendali.
    • Endpoint Detection and Response (EDR)
      Sistemi che monitorano costantemente i dispositivi per rilevare e rispondere rapidamente a minacce avanzate.
    • Security Operation Center (SOC)
      Un centro operativo dedicato al monitoraggio continuo della sicurezza, interno o esternalizzato.
    • Test di ripristino
      Verifica del corretto funzionamento delle procedure di backup con test almeno semestrali del ripristino delle configurazioni dei server e dei dati.
    • Gestione macro Office
      Rimozione della possibilità per gli utenti di eseguire documenti con macro attive come impostazione predefinita, riducendo il rischio malware.
    • Sistemi obsoleti
      Gestione controllata di eventuali computer “End of Life” presenti in rete, con particolare attenzione alla loro esposizione verso internet.
    • Segregazione delle reti
      Separazione tra rete IT e OT (Operational Technology), con architettura gerarchica anziché piatta, e isolamento della rete OT rispetto a internet.

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    L’Importanza della Collaborazione IT-Assicurativa

    È fondamentale comprendere che sottoscrivere un’assicurazione cyber risk non significa semplicemente “pagare e stare tranquilli”.

    La protezione efficace richiede un dialogo costante tra gli esperti IT dell’azienda e i tecnici della compagnia assicurativa. Senza questa collaborazione, il rischio cyber rimane interamente “in casa”.

    Assicurazione Cyber Risk - professionisti in ufficio consultano una dashboard di sicurezza informatica

    Le aziende devono coinvolgere attivamente il proprio reparto IT o i consulenti informatici esterni nel processo di valutazione del rischio. Solo attraverso questo approccio integrato è possibile identificare le vulnerabilità reali, implementare le contromisure necessarie e ottenere una copertura assicurativa adeguata ed efficace.

    Il Garante per la Protezione dei Dati Personali ricorda inoltre che le misure di sicurezza informatica non sono solo un requisito assicurativo, ma un obbligo normativo previsto dal GDPR per tutte le aziende che trattano dati personali.


    NIS2: Cosa Cambia per l’Assicurazione Cyber Risk

    Assicurazione Cyber Risk: professionista analizza documenti di conformità normativa in ufficio

    La conformità alla NIS2 non è più solo un obbligo normativo per le aziende nel perimetro della direttiva. È diventata un indicatore che le compagnie assicurative usano per valutare il rischio.

    Nei questionari di alcune compagnie compare già la domanda se l’azienda ha valutato la propria conformità NIS2 negli ultimi 12 mesi. Alcune compagnie includono anche servizi di monitoraggio continuo pensati per supportare gli obblighi di vigilanza sulla supply chain introdotti dal D.Lgs. 138/2024.

    In pratica, un’azienda che lavora sulla compliance NIS2 non sta solo rispettando la legge. Sta anche migliorando la propria assicurabilità. Per approfondire le implicazioni sulla responsabilità di amministratori e manager IT, leggi il nostro approfondimento dedicato alla NIS2.

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    Cyber Risk vs RC Professionale Informatica: Le Differenze

    È importante non confondere l’Assicurazione Cyber Risk con la Responsabilità Civile Professionale Informatica. Sebbene entrambe riguardino il mondo digitale, hanno finalità completamente diverse.

    La Polizza Cyber Risk protegge l’azienda dai danni subiti a causa di attacchi informatici, violazioni dei dati e interruzioni dell’attività dovute a incidenti cyber. Copre quindi i danni alla “propria casa digitale”.

    In questo ambito, tuttavia, il confine tra “casa propria” e “casa del cliente” può essere molto labile, soprattutto quando si gestiscono infrastrutture cloud o servizi in remoto.

    La RC Professionale Informatica è dedicata alle Aziende e ai Professionisti che operano nel settore IT.
    Li protegge dagli errori professionali commessi durante lo svolgimento della loro attività presso i clienti.


    Perché Serve un Broker per la Polizza Cyber Risk

    Non tutte le PMI hanno lo stesso rischio cyber. Il punto di partenza, prima ancora di guardare i massimali, dovrebbe essere: cosa fa davvero questa azienda, e cosa deve proteggere?

    Assicurazione Cyber Risk: consulente assicurativo illustra documenti a un cliente in ufficio
    • Chi tratta dati sanitari (strutture mediche, sanità) ha bisogno di massimali alti su notifica GDPR e gestione crisi, per l’estrema sensibilità del dato
    • Studi professionali (commercialisti, ingegneri, consulenti) hanno un profilo diverso: qui pesa di più la responsabilità verso terzi e la riservatezza, non la sanzione GDPR pesante da dato sanitario
    • Chi dipende da sistemi produttivi (manifatturiero, logistica) deve dare priorità alla business interruption, verificando che sia davvero attivata in polizza (quasi sempre è un’estensione a pagamento, non una voce automatica), oltre alle eventuali estensioni su impianti OT.

    Il sotto-massimale nascosto nelle frodi B2B

    • Chi vende B2B è esposto a frodi come BEC (la “truffa del CEO”) e alterazione IBAN nelle fatture. Qui il punto critico è quanto vale davvero la garanzia Cyber Crime, più che la sua semplice presenza in polizza: questa garanzia è spesso soggetta a un sotto-massimale specifico, che può essere significativamente inferiore al massimale principale e, in alcuni prodotti, prevedere anche un tetto fisso. La copertura può inoltre essere subordinata al rispetto di specifiche procedure di verifica dei pagamenti, come il doppio controllo, secondo quanto previsto dalla polizza.

    Perché il sotto-limite conta davvero

    È un caso tipico in cui due polizze con lo stesso massimale nominale offrono in realtà una protezione molto diversa. Solo leggendo il sotto-limite specifico si scopre quanto sei davvero coperto in caso di frode.

    Da qui nasce la scelta del fascicolo giusto, non il più economico ma quello che copre davvero l’attività specifica dell’azienda. È il lavoro che facciamo come broker: leggere il wording, confrontare le offerte disponibili sul mercato e verificare che le esclusioni non lascino scoperto proprio il rischio che conta di più per quella specifica impresa. Scopri anche perché scegliere un broker assicurativo invece di trattare direttamente con una compagnia.

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    Assicurazione Cyber Risk - attacco informatico: rischio cyber per le imprese

    Un Rischio Reale: Tre Casi

    Il rischio cyber non è un’ipotesi astratta. Tre casi recenti mostrano quanto può costare, in modi diversi, non essere protetti a dovere.

    Due casi italiani, vicini a casa

    Marposs, Bentivoglio (Bologna), gennaio 2025
    Un attacco ransomware notturno colpisce l’azienda, circa 700 dipendenti. I server vengono cifrati, uffici e logistica si fermano, scatta la cassa integrazione. È successo a pochi chilometri da qui: il rischio non è mai lontano.

    Fraschetti Spa, Ceprano (Frosinone), ottobre 2025 
    Attacco ransomware del gruppo Akira. La produzione resta ferma tre settimane, oltre 100 dipendenti in cassa integrazione. Tre settimane di fermo aiutano a capire perché il massimale di business interruption e i suoi limiti temporali contano tanto quanto il massimale generale.

    Il caso internazionale più citato

    Hamilton, Ontario (Canada)
    Un attacco ransomware disabilita l’80% della rete cittadina. Il danno totale sale a 18,3 milioni di dollari canadesi. Quando la città presenta la richiesta di indennizzo, l’assicuratore la respinge: l’autenticazione a più fattori, richiesta esplicitamente dalla polizza, non era stata implementata ovunque. Non basta averla “quasi” dappertutto: conta averla su ogni sistema previsto dal contratto.

    In nessuno dei tre casi sappiamo con certezza come sia intervenuta (o non sia intervenuta) una polizza cyber. Ma il punto resta:

    Un’azienda ferma per settimane, con decine di dipendenti in cassa integrazione, senza una copertura che risponda davvero, assorbe quel danno da sola. La differenza si gioca prima dell’attacco, nella scelta del fascicolo giusto e nel rispetto dei suoi requisiti.

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    Proteggi la Tua Azienda con l’Assicurazione Cyber Risk

    La sicurezza informatica non è più un optional. Un’assicurazione cyber risk adeguata, abbinata a solide misure preventive, rappresenta la migliore strategia di protezione per qualsiasi impresa moderna. I costi di un attacco cyber possono essere devastanti, non solo in termini economici ma anche reputazionali.

    Come broker assicurativo specializzato per PMI, possiamo guidarti nella scelta della soluzione più adatta alle esigenze specifiche della tua azienda. Valutiamo insieme il tuo livello di esposizione al rischio, verifichiamo i requisiti richiesti dalle diverse compagnie e ti aiutiamo a implementare le misure di sicurezza necessarie.

    Contattaci oggi stesso per una consulenza personalizzataIl nostro team di esperti è a tua disposizione per discutere le esigenze specifiche della tua impresa e costruire insieme la strategia di protezione più efficace contro i rischi informatici.

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    FAQ – Assicurazione Cyber Risk

    Cos’è una Polizza Cyber Risk e cosa copre?

    Una polizza Cyber Risk copre i danni economici causati da attacchi informatici, data breach e blocchi dei sistemi. Le voci coperte includono: costi di ripristino dei dati, gestione della crisi, spese legali e sanzioni GDPR (ove assicurabili). L’interruzione di attività è invece quasi sempre un’estensione opzionale a pagamento, da attivare esplicitamente in polizza.

    A differenza della RC Professionale Informatica, che tutela i professionisti IT dagli errori verso i clienti, la polizza cyber protegge la “casa digitale” dell’azienda stessa. Pico Adviser, broker indipendente dal 1991, affianca le PMI nella scelta della copertura più adatta al proprio profilo di rischio.

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    Quanto costa una polizza Cyber Risk per una PMI italiana?

    Il premio dipende da diversi fattori: fatturato, settore di attività, tipo e volume di dati trattati. Contano inoltre il livello di sicurezza informatica già implementato e il massimale richiesto. I professionisti trovano coperture a partire da circa 160€ l’anno, con massimali contenuti. Per le aziende il premio parte da circa 800-1.500€ l’anno per i fatturati più bassi e cresce in base a fatturato e massimale richiesto.

    Il mercato delle polizze cyber sta attraversando una fase di transizione dopo anni di forte irrigidimento dei prezzi. Per questo motivo confrontare le offerte con l’aiuto di un broker specializzato è essenziale. Non tutti i prodotti coprono le stesse voci e la differenza tra un wording e l’altro può essere determinante in caso di sinistro.

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    Quali requisiti di sicurezza informatica sono richiesti per ottenere una Polizza Cyber Risk?

    I requisiti di sicurezza richiesti variano da compagnia a compagnia, in base a settore, fatturato e massimale. Tra i controlli più ricorrenti nei questionari di sottoscrizione rientrano autenticazione multifattoriale (MFA), sistema di backup off-site o off-line, gestione tempestiva delle patch critiche, VPN per gli accessi da remoto, protezione della posta elettronica e piani documentati di Incident Response, Disaster Recovery e Business Continuity.

    Le dichiarazioni contenute nel questionario devono essere accurate e coerenti con le misure effettivamente adottate: dichiarazioni inesatte o il mancato rispetto di obblighi contrattuali possono comportare limitazioni, riduzione o rifiuto dell’indennizzo, a seconda delle circostanze e di quanto previsto dalla polizza. Per questo motivo il dialogo tra il reparto IT e il broker assicurativo è essenziale prima ancora di sottoscrivere la polizza.

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    Qual è la differenza tra Polizza Cyber Risk e RC Professionale Informatica?

    Sono due strumenti complementari ma con finalità diverse. La Polizza Cyber Risk copre i danni subiti dall’azienda a causa di attacchi informatici, come ransomware, phishing, data breach o interruzione dei sistemi. Interviene quando l’azienda è la vittima dell’evento cyber.

    La RC Professionale Informatica copre invece i danni causati a terzi, come clienti, fornitori o partner, a seguito di errori commessi nell’erogazione di un servizio IT. Interviene pertanto quando l’azienda è il soggetto che ha causato un danno. Nelle aziende IT che gestiscono infrastrutture per conto di clienti il confine può essere sottile: spesso è opportuno avere entrambe le coperture attive.

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    Le PMI italiane sono davvero a rischio di attacchi informatici?

    Sì. Secondo il Rapporto Cyber Index PMI 2025, realizzato da Generali e Confindustria con il supporto scientifico del Politecnico di Milano, una PMI italiana su quattro ha subito almeno un attacco informatico negli ultimi tre anni. Le piccole e medie imprese sono spesso prese di mira perché dispongono di misure di sicurezza meno strutturate, pur trattando dati sensibili di clienti e partner.

    I danni di un attacco cyber possono includere perdite economiche dirette e blocco dell’operatività, oltre ai costi di ripristino dei sistemi, le sanzioni GDPR e i danni reputazionali. La polizza Cyber Risk riduce in modo significativo l’impatto finanziario di un attacco, anche se il rischio in sé resta presente.

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    Quali sono i tempi per denunciare un sinistro cyber?

    Il termine per la denuncia del sinistro è stabilito dalla polizza e può essere particolarmente breve nelle coperture cyber, da 24 ore a 10 giorni a seconda della compagnia. Non è una formalità: il mancato rispetto dell’obbligo di avviso può avere conseguenze ai sensi degli artt. 1913 e 1915 del Codice Civile, con effetti che dipendono dalle circostanze del caso e dalla condotta dell’assicurato.

    Attivare da soli i fornitori di emergenza, come periti forensi o legali, prima di coinvolgere la compagnia rischia inoltre di rendere quelle spese non rimborsabili. È uno dei motivi per cui un broker ti prepara prima dell’incidente, non solo al momento della sottoscrizione.

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    Le sanzioni GDPR sono coperte dalla polizza cyber?

    Dipende dalla compagnia: alcune escludono categoricamente il pagamento delle sanzioni amministrative, altre lo prevedono entro specifici sotto-massimali, sempre nei limiti in cui la legge lo consente.

    Le spese legali e di gestione della procedura davanti al Garante Privacy, invece, possono essere previste dalla polizza, secondo quanto stabilito dalle condizioni contrattuali.

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    Quando è richiesto un penetration test per ottenere la Polizza Cyber Risk?

    Per massimali elevati o profili di rischio particolarmente esposti, alcune compagnie richiedono un assessment tecnico o un penetration test condotto da terze parti indipendenti, non più la sola autodichiarazione nel questionario.

    Per le PMI con massimali più contenuti non è sempre vincolante, ma presentare l’evidenza di un test recente può comunque valere uno sconto sul premio.

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    La Polizza Cyber Risk copre le truffe BEC e la “truffa del CEO”?

    Sì, ma con attenzione ai dettagli: la garanzia Cyber Crime/Frode Informatica è spesso soggetta a un sotto-massimale specifico, che può essere significativamente inferiore al massimale principale e, in alcuni prodotti, prevedere anche un tetto fisso.

    La copertura può inoltre essere subordinata al rispetto di specifiche procedure di verifica dei pagamenti, come il doppio controllo sui bonifici sopra una certa soglia, secondo quanto previsto dalla polizza.

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    Approfondimenti sul Rischio Cyber


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    La sicurezza informatica non è più un optional. Un’assicurazione cyber risk adeguata, abbinata a solide misure preventive, rappresenta la migliore strategia di protezione per qualsiasi impresa moderna. I costi di un attacco cyber possono essere devastanti, non solo in termini economici ma anche reputazionali.

    Come broker assicurativo specializzato per PMI, possiamo guidarti nella scelta della soluzione più adatta alle esigenze specifiche della tua azienda. Valutiamo insieme il tuo livello di esposizione al rischio, verifichiamo i requisiti richiesti dalle diverse compagnie e ti aiutiamo a implementare le misure di sicurezza necessarie.

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