
Chubb – Catastrophic Cyber Risks
Rischi Cyber catastrofici
A differenza dei precedenti eventi catastrofici imprevisti, stiamo assistendo alla rapida e continua espansione dei rischi cyber. Ciò è quanto emerge dal report Chubb, i cui analisti sottolineano la crescente minaccia cyber che può causare perdite senza confini e senza limiti nel tempo. Diverse sono le soluzioni offerte in ambito assicurativo per cercare di arginare i crescenti rischi informatici.
In un mondo sempre più digitalizzato, aumenta la dipendenza dalla tecnologia così come la frequenza, la gravità e la sofisticazione degli incidenti informatici. Le vulnerabilità e le esposizioni si stanno moltiplicando a causa di una maggiore interconnessione, favorendo lo sviluppo di un rischio sistemico difficilmente rilevabile o controllabile.
L’entità di questo rischio aumenta la probabilità di una catastrofe informatica. Le conseguenze sono potenzialmente gravi e ad impatto diffuso. Come le pandemie, gli incidenti informatici non conoscono confini geografici né limiti temporali.
Non si tratta di sola teoria: i criminali informatici hanno già dimostrato la loro capacità di interrompere le catene di approvvigionamento delle imprese di tutto il mondo e paralizzare le infrastrutture critiche, come avvenuto nei recenti attacchi hacker nei confronti della Russia.
Crescente diffusione di coperture cyber

Per mitigare il rischio, le aziende hanno tratto beneficio dai servizi di incident response offerti dalle compagnie assicurative. Questi servizi aiutano a ripristinare rapidamente la normale operatività dopo un attacco informatico. Sono uno strumento efficace per migliorare le difese tecnologiche e ridurre i tempi di fermo.
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Un rischio dell’evoluzione imprevedibile

Nel 2020 sono state pubblicate oltre 18.000 nuove vulnerabilità software. Un dato quasi triplo rispetto al 2015, in continua crescita.
La diffusione del lavoro da remoto durante la pandemia di COVID-19 ha portato la frequenza degli incidenti informatici, con violazione di dati ed e-mail aziendali, ai livelli tra i più alti di sempre.
Incidenti ad alto profilo aumentano la tensione
Emblematici sono stati gli attacchi hacker “Solorigate” e “Hafnium”. Lo spionaggio sembra lo scopo principale ma se l’intento fosse stato rubare o distruggere dati critici o altre informazioni, i danni economici avrebbero potuto facilmente moltiplicarsi. Kevin Mandia, A.D. di FireEye, azienda che si occupa di sicurezza di reti informatiche, ha dichiarato che i responsabili dell’attacco di Solorigate avrebbero potuto causare molti più danni.
Nel 2017 l’attacco “NotPetya” ha sfruttato uno strumento software utilizzato in ambito contabilità chiamato “M.E.Doc”. Il malware è partito dall’Ucraina e si è poi diffuso colpendo molte grandi aziende con sede in Europa, negli Stati Uniti. Alcune aziende vittime dell’attacco NotPetya hanno subito perdite superiori ai 100 milioni di dollari. Se quel malware distruttivo avesse colpito nei casi Solorigate o Hafnium, i danni economici sarebbero stati esponenzialmente superiori a quelli di NotPetya.
Rafforzare la resilienza informatica
Con l’intensificarsi dei rischi informatici è più che mai importante per le aziende innalzare il livello delle misure di sicurezza in vista di potenziali eventi catastrofici.
Il primo passo è capire quali esposizioni specifiche riguardano la propria azienda. Il secondo è investire nelle difese adeguate. La resilienza informatica non si costruisce dopo l’attacco: si pianifica prima.
Molte compagnie assicurative offrono una gamma di servizi pre-incidente per aiutare le aziende a migliorare il livello di sicurezza informatica:
- valutazioni di prontezza della risposta,
- benchmarking delle prestazioni di sicurezza,
- test di vulnerabilità della rete,
- simulazioni di attacco.
Per scaricare il Rapporto Chubb CLICCA QUI.
Fonte: Chubb
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Una nota sulla nostra selezione editoriale
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