Professioni non regolamentate: è legge!

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Professioni non regolamentate: è legge! 20/12/2012. Nella giornata di ieri la Commissione Attività Produttive della Camera, riunita in sede legislativa, ha approvato in via definitiva il disegno di legge sulle professioni non regolamentate in ordini o collegi.

Professioni non regolamentate: è legge!

20/12/2012

Nella giornata di ieri la Commissione Attività Produttive della Camera, riunita in sede legislativa, ha approvato in via definitiva il disegno di legge sulle professioni non regolamentate in ordini o collegi. Si tratta di un momento di particolare importanza nell’evoluzione del sistema professionale italiano poiché il provvedimento, attraverso la regolamentazione delle associazioni professionali, offre, dopo oltre un decennio di discussioni, un primo significativo contributo alla tutela del consumatore e di tutti cittadini che, quotidianamente, usufruiscono delle prestazioni di tali professionisti.

Le professioni «non ordinistiche», che si sono andate sviluppando nel nostro Paese con intensità crescente nel corso degli ultimi anni, costituiscono espressione di un contesto economico dinamico e in espansione, frutto del costante adeguamento alle mutevoli esigenze del mercato e all’incalzante progresso scientifico e tecnologico. Tuttavia, l’importanza economica sempre crescente rivestita da queste professioni, fino ad oggi, non ha trovato in Italia corrispondenza in una disciplina organica della materia, per cui la crescita del settore si è svolta in assenza di regole, col rischio, da un lato, di penalizzare i professionisti più seri e preparati e, dall’altro, di offrire ai consumatori prestazioni e servizi non sempre corrispondenti a quelli richiesti.

L’impatto della legge oggi approvata riguarda più di tre milioni di persone che esercitano una delle oltre 200 attività non regolamentate (es. pubblicità, grafica, traduzioni, consulenza aziendale, archeologia, formazione, periti assicurativi, consulenti di investimento, counselor, tributaristi, biotecnologi, pedagogisti, guide turistiche ecc.) le quali, d’ora in poi, potranno costituire associazioni a carattere professionale di natura privatistica, fondate su base volontaria, senza alcun vincolo di rappresentanza esclusiva, con il fine di valorizzare le competenze degli associati e diffondere tra essi il rispetto di regole deontologiche, favorendo la scelta e la tutela degli utenti nel rispetto delle regole sulla concorrenza.

Fonte: Diritto.it Anna Costagliola LEGGI L'ARTICOLO COMPLETO

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