Credendo su Sri Lanka: lo Storico Default Del Debito Sovrano

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Il governo dello Sri Lanka è giunto all'inevitabile conclusione che non è più possibile garantire il normale servizio del debito pubblico. Il nuovo report di Credendo sull'attuale situazione dello Sri Lanka mette in luce le problematiche delle finanze pubbliche statali che stanno conducendo il Paese al default. La luce in fondo al tunnel per il momento sembra essere il Fondo Monetario Internazionale.

Sri Lanka: Storico default del debito pubblico

Il 12 aprile, nel mezzo di una profonda crisi economica, lo Sri Lanka ha annunciato una moratoria temporanea su tutto il suo debito in valuta estera. Il Governo sta discutendo un nuovo programma di sostegno finanziario con il FMI e sta cercando una rinegoziazione preliminare del debito con i suoi creditori, compresi quelli privati e bilaterali.

Il retroscena della crisi

Lo Sri Lanka sta affrontando la peggiore crisi economica dall'indipendenza dalla corona britannica nel 1948. Di fronte a finanze pubbliche insostenibili, esigenze di finanziamento esterno molto elevate e nessun accesso al mercato, il governo ha cercato disperatamente di trovare i fondi necessari tra i creditori esterni (escluso il FMI) per continuare a onorare il servizio del debito pubblico.

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Tuttavia, la combinazione di riserve valutarie e priorità del governo per il rimborso del debito estero, è avvenuta a scapito della carenza di carburante, cibo e medicinali. con un livello di inflazione pari al 18,7% a marzo 2022 (una delle più alte in Asia). 

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FMI: Unica soluzione?

Aumentano i disordini sociali a livello nazionale e le proteste antigovernative. Il governo è giunto all'unico risultato possibile: avviare i negoziati per un nuovo programma del FMI e annunciare la sospensione di tutti i pagamenti del debito estero per un periodo indeterminato. Ciò significa che, per la prima volta nella sua storia, il paese andrà presto in default sul suo debito estero. L'obiettivo di questa decisione di ultima istanza è quello di risparmiare valuta estera e garantire che le importazioni di beni essenziali possano procedere in un contesto socioeconomico critico.

Questa precaria situazione di liquidità potrebbe persistere per qualche tempo, non solo a causa dell'aumento dei costi di importazione sulla scia del conflitto in Ucraina, ma anche dalle tempistiche necessarie per trovare un accordo con il FMI e con i creditori esterni. In questo contesto i rischi di instabilità economica, sociale e politica rimarranno elevati, considerando che Il presidente e il governo – dominati dalla dinastia Rajapaksa – sono indeboliti dalle loro posizioni molto instabili e ciò complicherà i negoziati con il FMI. Per di più, trovare un accordo ordinato e comparabile con i creditori privati, in particolare la Cina, risulterà tutt’altro che facile.

Collasso Sri Lanka, ultimo aggiornamento 10-05-2022

Il 9 maggio doveva essere la giornata della svolta, con la notizia delle dimissioni del premier Mahinda Rajapaksa attesa dalla popolazione allo stremo della forza e della pazienza, che da un mese protesta senza violenza. Il passo indietro, invece, ha segnato l'inizio di una spirale di barbarie che rischia di aggravare una situazione già molto compromessa. Il popolo accusa i vertici politici di avere portato il Paese alla bancarotta e causato la più seria crisi economica della sua storia recente.

sri lanka caos

Tutto è cominciato nelle prime ore della mattina a Colombo, la capitale, quando gruppi di sostenitori del governo sono entrati nell’accampamento allestito davanti al Palazzo presidenziale e hanno distrutto tende, cartelli, postazioni. Coincidenza, nelle stesse ore il Premier rassegnava le dimissioni, seguito a poca distanza da tutti i membri del governo. Difficile prevedere gli sviluppi politici: il Paese è ormai una patata bollente che in pochi ambiscono ad ereditare. In aprile il governo ha ammesso di non poter ripagare il debito estero, pari a 52 milioni di dollari, e ha dichiarato un default tecnico con l’FMI che ha posto condizioni molto rigide per un aiuto finanziario ed una crisi umanitaria alle porte mentre la popolazione è esasperata, contro tutti.

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Fonte: Credendo

 

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