Il grande esperimento della Telemedicina

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L'ultimo report di Chubb parla del settore della telemedicina. La pandemia infatti ha portato ad una forte crescita delle "App" a tema sanitario mettendo però in luce anche le criticità di un forte sviluppo, troppo veloce in un campo in cui tutti i passi devono essere pesati.

Il grande esperimento della telemedicina

Con telemedicina si intende l'uso della tecnologia informatica in ambito medico, con lo scoppio del virus che vi è stata una forte crescita dell'intero settore: primo ma non ultimo esempio può essere l'app Immuni ma anche molti medici hanno spostato i propri impegni online effettuando visite, prescrivendo farmaci o ricette e in alcuni casi anche installando l'intera procedura di triage interamente online. I benefici della telemedicina sono evidenti permettendo di rendere più comode molte procedure per i pazienti, ma anche di renderle più efficaci spostando interi servizi online.

Le molte applicazioni nate negli ultimi mesi sono un prova delle potenzialità del settore che secondo Markets & Markets, una delle più grandi aziende al mondo per le ricerche di mercato, è destinato a crescere di 43 mld solo tra il 2020 e il 2021. Si potrebbe assistere però a varie criticità tra le quali danni alle persone, violazioni e/o dispersione dei dati personali, poca integrazione tra i vari sistemi i quali di sicuro rappresenteranno sfide nell'immediato futuro per le aziende che vogliono entrare in questo campo.

Tante App ma poca connessione

La grande crescita del mercato potrebbe però portare difficoltà per la grande eterogeneità delle App nascenti. Nella sola rete di assistenza sanitaria inglese vi sono 23.000 sistemi informatici in funzione all’interno di 20.500 organizzazioni, cosa che chiaramente crea problemi per la reperibilità delle informazioni dei pazienti. L'alto numero di tutti questi sistemi ha infatti causato casi di perdita di informazioni, che nella furia dello sviluppo ha portato le aziende a creare App che non riescono a comunicare bene tra loro creando non poche difficoltà al personale sanitario. Gran parte dei medici e degli operatori sanitari non è formato poi per analizzare grandi moli di dati, in alcuni casi anche specialistici e da ciò segue una loro necessaria preparazione per l'analisi e la comprensione di essi.

L'altro rischio nell'uso della tecnologia è inoltre la sicurezza delle informazioni che gli utenti mettono sulle varie App: essendo informazioni sensibili tutte le App devono riuscire a dimostrare un certo livello di sicurezza dei dati contro i vari possibili attacchi di hacker.

Il rischio per sinistri ed errori rimane elevato, derivanti da violazioni del contratto con ritardi nell'erogazione del servizio o per una qualità non eccellente, poiché spesso emerge nel report Chubb:

  • Il fornitore di assistenza sanitaria non sa cosa vuole facendo richieste confuse
  • I requisiti cambiano nel corso di un contratto a lungo termine
  • Le aziende di Information Technology eccedono nelle promesse.
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L'intelligenza artificiale nel campo medico

Chubb ritiene comunque il futuro della telemedicina roseo credendo che riuscirà a migliorare il campo medico sotto molti fattori: l’accesso all’assistenza sanitaria, i costi, la qualità delle cure e l’esperienza del paziente.

La pandemia ha posto una crescente attenzione delle persone alla propria salute, esistono infatti molti strumenti che ci permettono di gestire il nostro benessere. Tutto questo chiaramente ha un prezzo, la vasta mole di dati che si crea e che viene analizzata dalle A.I., tecnologie sempre più performanti nella diagnosi delle malattie ma che, per adesso, non hanno portato a sostanziali miglioramenti.

Chubb riporta infatti che l’individuazione di un numero maggiore di tumori porta tuttavia ad un maggior numero di interventi, come la radioterapia e la chirurgia, che potrebbero non essere necessari e causare essi stessi danni.

Altro punto dubbio è l'apprendimento automatico delle A.I. che studiando i dati, imparano a fare previsioni. Nascono a questo punto dubbi su chi sia o sarà responsabile in caso di imprevisti, il medico o la società del software? E anche qui: quanto siamo sicuri di volere macchine che prendano decisioni per la nostra vita? E come potremmo reagire alla perdita di un nostro caro per l'errore di una macchina? 

Per scaricare il Rapporto Chubb CLICCA QUI.

Fonte: Chubb

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