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Sentenza C.C. n. 222 8 gennaio 2020

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Con la sentenza n. 222 del 8 gennaio 2020 la Cassazione condanna un imprenditore perchè, non ricevendo il pagamento delle fatture emesse e non mettendo in essere azioni per la riscossione dei crediti, assume una condotta del tutto illogica che può essere sintomatica di una frode fiscale. Non è la prima volta che un imprenditore viene condannato per questo motivo dalla Cassazione: con una polizza credito che ci si tutela anche da questa eventualità!

In carcere l'imprenditore che non riscuote!

Cassazione n. 222 8 gennaio 2020

03/03/2020

Un imprenditore che non agisce per riscuotere i crediti mette in atto una condotta del tutto illogica che può essere sintomo di una frode fiscale.

Con la sentenza numero 222 dell'8 gennaio 2020 la Corte di Cassazione ha confermato la condanna della Corte dei Conti a un anno e tre mesi di reclusione e la confisca a carico del rappresentante legale di una cooperativa, in quanto aveva falsato la dichiarazione dei redditi e, soprattutto, perché a fronte di molte fatture non pagate, non era mai stata avviata un'azione legale per il recupero del credito, fatto indice della falsità delle operazioni.

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L’inesistenza delle operazioni era avvalorata da vari indizi anomali e, nonostante il mancato pagamento degli effetti, le società fornitrici non avevano interrotto i rapporti d’affari con la società utilizzatrice. Tutti questi elementi, uniti all’illogico e immotivato ritardo nel pagamento delle fatture, hanno fatto legittimamente dubitare della liceità delle operazioni contestate.

Fonte: Italia Oggi

Non è la prima volta che un imprenditore viene condannato per questo motivo dalla Cassazione: ne avevamo parlato QUI

Come tutelarsi

Ogni impresa che lavora con dilazioni di pagamento si può trovare in situazioni problematiche causate dai mancati pagamenti delle fatture ma non sempre riesce a risolverle con efficacia.

I motivi possono essere diversi, normalmente causati dall'inefficienza delle procedure per la gestione della fatturazione, procedure che a volte sono addirittura inesistenti: tutte le procedure vanno "scritte" (e poi calendarizzate scientificamente!) e gli addetti devono anceh esser formati... contro le classiche 5 scuse del mancato pagamento.

Ma il "classico" motivo per cui si tende a ritardare la richiesta di pagamento è noto: il timore di perdere il cliente!

Quando si tratta della finanza in azienda la timidezza non deve trovare spazio altrimenti ne va della sua prosperità: a parte quindi le "situazioni limite" come quella evidenziata nella sentenza della Corte di Cassazione, ciò che può essere di grande aiuto nella gestione dei crediti dell'azienda è una polizza a tutela dei crediti commerciali.

Sfatiamo il mito: "con la polizza credito poi perdo il cliente..."

Se un cliente non intende pagare spesso si trova in una situazione di grave difficoltà: è del tutto inutile aspettare con il timore di perderlo, si perderà comunque e non si recupererà nulla di quanto spettante!

Dice "con la polizza credito poi perdo il cliente..." chi non conosce questo eccellente strumento a protezione dell'azienda. Ogni "Compagnia Credito" concede infatti all'azienda assicurata tempi più o meno lunghi (normalmente da tre a sei mesi dopo il termine di scadenza della fattura) per poter gestire, in completa autonomia, la "comunicazione" con il cliente debitore.

Solo quando tutti i tentativi fatti dall'azienda assicurata per rientrare del credito non hanno avuto esito positivo, allora "la palla passa" alla Compagnia Credito che inizia la sua procedura, ancora "bonaria" per il recupero.

A quel punto possono succedere due cose:
  1. il cliente dell'assicurato capisce che la Compagnia Credito "non si fermerà" e paga subito quanto dovuto oppure, qualora non intenda onorare il debito...
  2. la Compagnia Credito apre ufficialmente il sinistro, indennizza immediatamente l'assicurato (della percentuale prevista in polizza - mediamente il 85%) e prosegue con la sua azione (prima stragiudiziale e poi, eventualmente, giudiziale); se al termine di tutto la compagnia avrà recuperato l'intero, corrisponderà all'assicurato la differenza con quanto già erogato.

 

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