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Ven, Apr

Ai beneficiari del 5 per mille serve la D&O?

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La delibera n. 9/2015 della Corte dei Conti ha evidenziato delle criticità nella gestione del 5 per mille. La polizza D&O garantisce eventuali danni causati dal Presidente o dal consiglio direttivo o dai soci delle associazioni.

Delibera n. 9/2015 della Corte dei Conti

La delibera n. 9/2015 della Corte dei Conti ha evidenziato delle criticità nella gestione del contributo del 5 per mille.

La Corte dei Conti ha richiesto una più rigorosa selezione dei beneficiari nonché la necessità di maggiore trasparenza e pubblicità, mediante la diffusione sulla rete web di un unico elenco annuale, con indicazione del numero dei contribuenti e del beneficio ricevuto.

La Corte inoltre auspica una maggiore semplificazione delle operazioni di accredito delle quote, con conseguente eliminazione dei ritardi nella loro attribuzione, la creazione di un'unica anagrafe dei beneficiari e una capacità di controllo sulle iscrizioni e sulle cancellazioni tramite la pubblicazione
dei bilanci secondo schemi chiari, trasparenti e di facile comprensione, nonché la previsione di controlli rigorosi e di frequenti verifiche sulla gestione delle quote erogate.

Dagli elenchi, pubblicati sul sito dell'Agenzia delle Entrate, emerge che gli aventi diritto al 5 per mille sono circa 52.000 fra Associazioni ed Onlus (Volontariato: 41.300. Ricerca scientifica: 424. Ricerca sanitaria: 106. Associazioni Sportive Dilettantistiche: 8.094).

Sempre secondo l'Agenzia delle Entrate, nel 2014 i contribuenti hanno donato circa mezzo miliardo di euro tra volontariato, ricerca sanitaria e scientifica, associazioni sportive e Comuni. Quelli a cui è stato devoluto un maggior contributo troviamo Emergency (400mila contribuenti per 13,9 milioni di euro), Medici Senza Frontiere (240mila per 9,7 milioni) e l'Aire, Associazione italiana per la ricerca sul cancro (293mila donazioni e 8,5milioni di euro).

Rientrano nella stabilizzazione normativa della materia anche le associazioni beneficiarie del "2 per mille": proprio di pochi giorni fa è la pubblicazione del DPCM del 23 marzo 2016 recante la disciplina dei requisiti e dei criteri per l'individuazione delle associazioni destinatarie del contributo.

Perchè parliamo di D&O?

Come stabilito dall'art. 38 del Codice civile i creditori dell'associazione possono far valere i loro diritti sul fondo comune, cioè sul patrimonio associativo, che costituisce una garanzia patrimoniale generica sulle obbligazioni contratte dall'associazione.
Per tali debiti rispondono le persone che hanno agito in nome e per conto dell'associazione personalmente (cioè ciascuno con il proprio patrimonio personale) e solidalmente (cioè ciascuno è tenuto a saldare l'intero importo del debito).

Con la copertura D&O (Directors & Officers Liability), che mette in sicurezza il patrimonio personale delle persone assicurate dall'eventuale danno patrimoniale vero e proprio, si protegge il patrimonio personale di chi lavora per l'Associazione, e di chi agisce in nome e per conto degli Enti.

La Polizza di Responsabilità Civile assicura gli Amministratori, i Sindaci, i Dirigenti di qualunque società di capitali, società cooperativa, comprese le associazioni riconosciute, le fondazioni e le ONLUS.

Queste realtà, in quanto soggette al controllo e alla autorità della Corte dei Conti, sono destinatarie sensibili ai rischi derivanti dalla Responsabilità Civile degli Amministratori, Sindaci e Dirigenti.

La polizza D&O garantisce la capacità economica di risarcire eventuali danni causati dal Presidente o dal consiglio direttivo o dai soci di suddette associazioni.

Il costo? A partire da 700 euro!

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