Sentenza C.C. n. 5327: Cartello fra assicurazioni? L'accertamento dell'Antitrust è prova privilegiata

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Il consumatore assicurato della compagnia di assicurazione ha diritto di ottenere il risarcimento del danno patito a causa dell’incremento dei premi che sia dovuto ad un “cartello assicurativo” accertato e sanzionato dall’Antitrust.

Sentenza C.C.: Cartello fra assicurazioni? L'accertamento dell'Antitrust è prova privilegiata.

Il consumatore assicurato della compagnia di assicurazione ha diritto di ottenere il risarcimento del danno patito a causa dell’incremento dei premi che sia dovuto ad un “cartello assicurativo” accertato e sanzionato dall’Antitrust.

Così i giudici della Cassazione con la sentenza 4 marzo 2013, n. 5327 con cui è stato accolto il ricorso di un cliente ed è stata cassata la sentenza della Corte d’Appello.

Secondo quanto precisato dai giudici di legittimità nella sentenza in commento, gli atti del procedimento dell’Antitrust (autorità per la tutela della concorrenza) formano prova privilegiata a favore dell’assicurato – consumatore.

Quest’ultimo ha diritto di avvalersi della presunzione che il premio corrisposto sia stato superiore a quanto dovuto per effetto del comportamento collusivo della compagnia di assicurazione, in misura corrispondente all’aumento dei premi rispetto alla media europea.

Nella fattispecie concreta, oggetto di controversia, il consumatore ricorreva, ex articolo 33 della legge n. 287 del 1990, al fine di vedersi riconosciuto il risarcimento del danno, sostenendo di aver pagato un premio troppo alto per assicurare la propria autovettura (sosteneva il ricorrente che tale aumento era da attribuirsi al cartello anticoncorrenziale cui ha partecipato la sua compagnia di assicurazioni).

La violazione viene certificata dal provvedimento dell’AGCM del 28 luglio 2000, n. 8546 con cui svariate compagnie di assicurazione (tra cui, ovviamente, quella del ricorrente) sono state ritenute responsabili di aver stipulato una intesa anticoncorrenziale consistente nello scambio di informazioni commerciali sensibili che ha portato alla pratica concordata di vendita di polizze assicurative.

In sede di appello la Corte respinge il ricorso; la questione si sposta, quindi, dinanzi l’attenzione della Corte di Cassazione, che, accoglie il ricorso annullando la sentenza e rinviando per un nuovo giudizio.

L’assicurato, come già evidenziato, ha il diritto di avvalersi della presunzione che il premio corrisposto sia stato superiore al dovuto per effetto del comportamento collusivo della compagnia assicuratrice; la compagnia, dal canto suo, può fornire prova contraria, ma nel caso in cui abbia partecipato al procedimento dell’Autorità Antitrust, non potrà farlo mediante considerazioni generiche attinenti ai fati influenti sulla formazione dei premi nel mercato delle polizze assicurative.

Deve, infatti, fornire precise indicazioni di situazioni e di comportamenti specifici dell’impresa interessata nonché del singolo assicurato, che siano idonei a dimostrare che il livello del premio non è stato determinato dalla partecipazione all’intesa, bensì da altri fattori.

Nella fattispecie concreta, oggetto di commento, la corte territoriale, nel respingere la domanda risarcitoria, ha preso una decisione incongruente, utilizzando delle argomentazioni generiche.

 

Fonte: Altalex - Manuela Rinaldi

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