Coface: Guerra Russia-Ucraina

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Nell'ultimo report Coface presenta gli sviluppi drammatici del conflitto russo-ucraino, la cui risoluzione diplomatica sembra essere sempre più lontana. Gli analisti forniscono preoccupanti prospettive riguardanti i fattori macroeconomici, come l'inflazione e la policy della banche centrali. La volatilità e l'incertezza peseranno significativamente sulle decisioni di investimento delle società la cui situazione finanziaria è probabille che si deteriori in modo significativo poiché i costi di produzione continuano ad aumentare o rimangono elevati.

Coface, guerra in Ucraina: Molti perdenti, pochi vincitori.

Subbuglio in Ucraina, prosegue il conflitto armato

A più di tre mesi dall'inizio dell'invasione dell'Ucraina, e nonostante i numerosi round di negoziati, le prospettive di una rapida risoluzione della guerra sembrano sempre più improbabili. Con l'intensificarsi del conflitto, le sanzioni occidentali contro la Russia hanno continuato ad accumularsi. In questo contesto, una rapida revoca delle sanzioni economiche e un ritorno alla situazione prebellica sembra del tutto illusorio. In termini di conseguenze economiche, gli analisti di Coface hanno rivisto al rialzo la stima iniziale del costo a breve termine per l'economia globale, di circa un punto percentuale nel 2022.

ucraina spezzata

Incubo inflazione

L'importanza dei belligeranti nella produzione di merci e i timori di interruzioni dell'approvvigionamento hanno portato a un'impennata dei prezzi, che, nonostante il recente calo di alcuni di essi, rimangono a livelli molto elevati. Le pressioni inflazionistiche vengono esacerbate, portando a un calo del reddito disponibile delle famiglie e, in definitiva, dei consumi, poiché l'elevata incertezza, con ogni probabilità, incoraggerà risparmi precauzionali.

Oltre alle economie dell'Europa centrale e orientale, che hanno legami economici e flussi commerciali significativi con la Russia, i Paesi dell'Europa occidentale sono i più esposti a causa della loro elevata dipendenza dai combustibili fossili russi. Germania e Italia, le economie che dipendono di più dal gas russo, ne saranno fortemente impattate (-1,6 pp del PIL). Sebbene l'onda d'urto si sentirà in modo differente e in diverse parti del mondo, nessuna regione sarà risparmiata dall'inflazione importata, dalle interruzioni della catena di approvvigionamento e dalla conseguente lentezza del commercio globale.

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FED, nuova stretta monetaria in arrivo

Gli analisti stimano che la guerra avrà un impatto negativo anche negli Stati Uniti, dove la Federal Reserve sarà costretta a effettuare più rialzi dei tassi di interesse di quanto inizialmente previsto, con enormi conseguenze per il resto del mondo. Dopo un primo incremento del tasso sui fondi federali a marzo, la maggior parte dei membri del Comitato di politica monetaria si è dichiarata favorevole al raggiungimento di un livello "neutrale" entro la fine del 2022, ovvero un tasso stimato tra il 2 e il 3%. Questo sarebbe uno dei cicli di inasprimento più aggressivi dagli anni '90 e aiuterà a moderare la crescita degli Stati Uniti.

Come per ogni significativa stretta monetaria da parte della Fed, la maggior parte dei mercati emergenti dovrà evitare deflussi di capitali e deprezzamento della valuta, in particolare quelli con ampi disavanzi delle partite correnti e/o un elevato debito estero a breve termine. Le conseguenze economiche della guerra in Ucraina si concretizzeranno principalmente dalla seconda metà del 2022, intaccando inevitabilmente il tasso di crescita attuale del PIL, ma ancor di più quello per il 2023. Le ripercussioni economiche-sociali si faranno sentire per anni dopo la fine di questa nuova guerra sul suolo europeo: il mondo è cambiato e nulla sarà più come prima.

coface gdp growth graph

Per leggere il report completo di Coface CLICCA QUI

Fonte: Coface

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