Coface report Francia

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Nel nuovo report Coface presenta l’attuale situazione politico-economica della Francia. Gli analisti guardano con preoccupazione alle conseguenze della guerra in Ucraina, al disavanzo pubblico e alla scena politica dopo la rielezione del presidente Macron. Decisa la reazione del governo francese: pronto un ambizioso progetto di riforme, tagli, investimenti.

Report Coface: Valutazione del rischio

Stop alla ripresa economica in Francia, le conseguenze della guerra in Ucraina

La ripresa economica ha subito un brusco arresto a causa delle conseguenze della guerra in Ucraina. L'impennata dei prezzi di molte materie prime (petrolio, gas, metalli, cereali) alimenta pressioni inflazionistiche che, seppur leggere, rimarranno significative durante tutto l'anno. Nonostante un tasso di risparmio ancora elevato (17,4% del reddito disponibile lordo a fine 2021, rispetto al 15% prima della crisi), i consumi delle famiglie rallentano significativamente, in un contesto di perdita di potere d'acquisto e di elevata incertezza, che favorisce il risparmio precauzionale.

Risultano duramente colpite le imprese poichè devono affrontare un'impennata dei costi di produzione, che si aggiungerà alle difficoltà di approvvigionamento. Nonostante un margine di profitto ancora di circa un punto al di sopra del livello pre-crisi e l'abbassamento dell'aliquota dell'imposta sulle società al 25% per tutte le società, gli investimenti delle imprese saranno inevitabilmente limitati nel 2022.

Il conflitto russo-ucraino sta portando a un forte rallentamento dell'attività in Europa e, di conseguenza, della domanda esterna. Ciò ostacolerà il rimbalzo di settori chiave come l'aeronautica, il principale settore delle esportazioni, e l'industria automobilistica. Il ritorno alla normalità del settore turistico, ancora dipendente dalla situazione sanitaria, potrebbe essere messo a repentaglio anche dalla perdita di reddito delle famiglie europee.

indicatori econonomici Francia

Il disavanzo pubblico viene ampliato dal piano di resilienza

Il deficit pubblico rimarrà elevato nel 2022, questa volta a causa delle misure adottate per far fronte alle conseguenze della guerra in Ucraina. Oltre ai tagli di lunga data dell'imposta sulla casa e delle aliquote dell'imposta sulle società, le tasse sull'energia sono state ridotte, i prezzi del carburante sono stati ridotti e sono stati forniti sussidi alle società che consumano energia. Inoltre, la maggior parte delle misure di sostegno attuate durante la pandemia sono state estese (dilazione fiscale, attività parziale) o addirittura rafforzate (innalzamento del tetto dei prestiti garantiti dallo Stato) per le imprese colpite dalla crisi. 

Il debito pubblico rimarrà quindi molto elevato e la sua sostenibilità sarà una delle principali sfide nel medio termine. Nonostante la prevista ripresa del turismo, il disavanzo delle partite correnti dovrebbe aumentare nuovamente nel 2022 a causa dell'impennata delle importazioni di energia, tenendo soprattutto in considerazione le attuali conseguenze provocate dal conflitto russo-ucraino.

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La scena politica dopo la rielezione del presidente Macron

Al potere dal 2017, il presidente Macron, del partito di centro-liberale La République En Marche (LaREM), è stato rieletto per un secondo mandato nell'aprile 2022. Le elezioni presidenziali sono state contrassegnate dalla conferma del crollo dei partiti tradizionali (i repubblicani a destra e il partito socialista a sinistra, che hanno ottenuto rispettivamente meno del 5% e il 2% dei voti al primo turno), l’ottimo punteggio di Jean-Luc Mélenchon (LFI, estrema sinistra, 22%) e l'apparizione di un altro candidato di estrema destra, Eric Zemmour (7%). In questa configurazione, le elezioni legislative del giugno 2022 sembrano incerte e il presidente Macron potrebbe essere costretto a formare una coalizione per assicurarsi la maggioranza nell'Assemblea nazionale. Indipendentemente dall'esito di queste elezioni, la crescente polarizzazione della scena politica francese aumenta il rischio di instabilità politica e sociale.

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Fonte: Coface

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