Euler Hermes: il ritardo delle vaccinazioni costerà all'Europa 90 miliardi?

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Il report di Euler Hermes di febbraio 2021 diceva che l'obiettivo di vaccinare il 70% della popolazione adulta entro l'estate del 2021 indicato dalla Commissione Europea avrebbe comportato un ritmo di somministrazione pari a circa sei volte. Con lo sprint che si è avuto durante l'ultimo mese rispetto a quanto osservato 4 mesi fa, costerà all'Europa 90 miliardi?

 L'effetto del ritardo delle vaccinazioni

Ogni settimana di prolungamento delle restrizioni sanitarie riduce di -0,4 punti percentuali la crescita trimestrale del PIL nominale dell'UE. L'attuale ritardo equivale a -2,0 punti percentuali o circa 90 miliardi di euro. Questo valore supera di quattro volte quello degli accordi che la Commissione europea ha firmato con i produttori di vaccini per i 2,5 miliardi di dosi finora consegnati.

Vaccini, Ue troppo indietro

A causa di difficoltà di approvvigionamento e di una lenta partenza, l'UE è sempre più indietro nella corsa all'immunità. Attualmente i tassi medi giornalieri di vaccinazione, aggiustati per il numero di abitanti dei principali Paesi dell'UE, raggiungono solo lo 0,12%. Questo dato è inferiore di quattro volte a quello del Regno Unito e degli Stati Uniti, dove rispettivamente il 14,4% e il 9,4% della popolazione ha già ricevuto almeno una dose di vaccino; il dato migliore è quello della Danimarca, con il 5%.

I Paesi UE devono intraprendere urgentemente un programma di vaccinazione mirato sulle persone a rischio (20-30% del totale a seconda della composizione demografica) per permettere una ripresa economica sostenibile almeno nella seconda metà del 2021, così da allentare le restrizioni senza pesare sul sistema sanitario. Anche tenendo conto di questo percorso ottimale meno ambizioso, il ritardo delle vaccinazioni ammonta a tre settimane, con un costo di 63 miliardi di euro.

Dopo la fine del 2020

Dopo aver concluso positivamente il 2020 con la luce dei vaccini in fondo al tunnel, l'Europa si trova ora di fronte al momento della verità: un ritardo di cinque settimane sul fronte delle vaccinazioni che, se non corretto, potrebbe costare nel 2021 quasi 90 miliardi di euro, ma alla fine del 2020 l'Europa ha dato una risposta pubblica comune al Covid-19 attraverso il Recovery Fund dell'UE da 750 miliardi di euro.

Le implicazioni negative del ritardo nel lancio del piano di vaccinazione superano tuttavia di gran lunga i costi economici a breve termine di una doppia recessione nel 2021. Dopo tutto, nell'economia del vaccino c'è solo il bianco o il nero: i Paesi che raggiungono il traguardo per primi saranno premiati con margini di crescita positivi, che alimenteranno enormemente consumi e investimenti nel semestre 2021, mentre i ritardatari rimarranno bloccati nella crisi, di fronte a costi economici e politici significativi.

A causa del lento andamento delle vaccinazioni previsto per la metà del 2021, l'UE dovrà mantenere in vigore le restrizioni per evitare una terza ondata e una più forte recessione. In Europa si dovranno affrontare elezioni importanti nei prossimi 18 mesi ma mentre in molti Paesi i governi in carica hanno visto aumentare la  propria popolarità grazie al gradimento della gestione della crisi, se vi sarà ritardo nel ritorno alla "normalità" vi sarà maggiore incertezza a livello nazionale ed Europeo.

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BCE e "momento hamiltoniano" (*)

La BCE continuerà certamente a sostenere la risposta pubblica dei governi dell'UE. Il PEPP, ossia il piano di acquisto per l'emergenza pandemica, ha ancora una capacità inutilizzata di circa 1.000 miliardi di euro, ma nel 2021 potrebbe essere necessaria un'altra iniezione di circa 500 miliardi di euro per garantire costi di finanziamento favorevoli. Di conseguenza le vaccinazioni ritardate accentueranno ulteriormente gli effetti del Covid-19 sull'economia rafforzando il dominio pubblico, oltre al ruolo dello Stato negli affari economici aumentando nuovamente l'onere bilanci del debito delle banche centrali. A causa del ritardo nelle vaccinazioni, il previsto arresto della ripresa economica potrebbe addirittura eclissare il "momento hamiltoniano" europeo: il costo del ritardo a questo giorno supera già i 50 miliardi di euro di aiuti attesi dal Recovery Fund nel 2021.

(*) Alexander Hamilton, uno dei padri fondatori degli Stati Uniti, nel 1790 riuscì a trasformare il debito che le 13 colonie avevano accumulato nella lotta per l’indipendenza dal Regno Unito in debito pubblico del nuovo stato federale, mettendo così le basi per la nascita dei moderni Stati Uniti.

Il costo politico di una partenza al rallentatore delle vaccinazioni potrebbe far squadra con la crisi del debito sovrano e comportare un lavoro extra per la BCE per quanto riguarda la "chiusura degli spread". Dopo tutto, le forze centrifughe agirebbero sia a livello nazionale che europeo e potenzialmente influenzerebbero non tutti, bensì solamente un sottogruppo. In generale, la BCE ha sempre avuto di più e ha dovuto concedere più fondi perché i fondi sono aumentati a causa delle tensioni politiche e dei rischi di disintegrazione. Questo non è ancora il caso, ma le vaccinazioni potrebbero potenzialmente alimentare le turbolenze.

Costo del ritardo rispetto al costo dei vaccini nell'UE

I costi accumulati fino ad oggi superano già il totale degli aiuti attesi tramite Recovery Fund dell'Unione Europea nel 2021. La ricaduta economica di un ritardo richiederà un secondo atto del "Whatever it takes". I politici continueranno a giocare il ruolo di protagonisti in 2021-22. Se l'UE dovesse ritardare il ritorno alla normalità, la fiducia nel progetto europeo potrebbe subire un duro colpo. In particolare, quello che preoccupa è il rischio di un forte aumento dell'incertezza e della polarizzazione politica.

Costo del ritardo rispetto al costo dei vaccini nell'UE (al 31 gennaio 2021, miliardi di euro)

Il vaccino è il moltiplicatore finale degli investimenti e dei consumi privati. Il costo economico del ritardo è in rapporto di quattro a uno con il costo dei vaccini. Portare avanti la campagna di vaccinazione permetterebbe di tornare ai livelli pre-crisi entro 2022. Il costo economico del ritardo supera ormai di quattro volte il costo dell'acquisto dei vaccini. In altre parole, un euro speso per accelerare la vaccinazione potrebbe far risparmiare a i Paesi dell'UE quattro volte.

Vaccini, andamento lento

A causa del lento andamento delle vaccinazioni previsto per la metà del 2021, l'UE dovrà mantenere in vigore le restrizioni per evitare una terza ondata e a sua volta un'altra disastrosa recessione. Se l'UE ritardasse il ritorno alla normalità, la fiducia nel progetto europeo potrebbe essere duramente colpita. In particolare, ciò il rischio di un forte aumento dell'incertezza e della polarizzazione politica a livello nazionale ed Europeo:

Maggiore incertezza politica intorno alle principali elezioni. Se l'Europa sarà in ritardo nel ritorno alla normalità economica rispetto ad altre economie, la fiducia nei governi nazionali calerà notevolmente. Alcuni "pesi massimi" dell'economia dovranno affrontare importanti nei prossimi 18 mesi.

Il "National first" è tornato di moda mentre i governi si affannano a ricostruire la fiducia in patria. È noto che la risposta alle crisi dell'UE in passato non è stata tempestiva e di vasta portata, con esempi eclatanti come la crisi finanziaria e la crisi del debito sovrano. Delegare all'UE la responsabilità degli ordini per i vaccini è stao visto un grave errore ed è probabile che i governi nazionali europei si dissocino dalla risposta pasticciata dell'UE alla crisi.

Per leggere il report completo di Euler Hemes CLICCA QUI

Fonte: Euler Hermes

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