SACE - Mappa dei rischi 2021

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E' finalmente arrivata la nuova Mappa dei rischi SACE 2021, resoconto annuale dedicato all'analisi delle principali problematiche e opportunità legate ai vari Paesi e aree geografiche del globo al fine di offrire un servizio alle aziende esportatrici italiane aiutandole nelle loro scelte di business.

La mappa Sace

Il mappamondo interattivo sviluppato da SACE, giunto quest’anno alla XV edizione, delinea i profili di rischio di svariati mercati esteri per le imprese esportatrici italiane. Uno strumento che in quest’edizione si avvale di un set aggiornato di indicatori che valutano, insieme ai tradizionali fattori di rischio di credito e politico da quest’anno anche indicatori di sostenibilità (cambiamento climatico, benessere sociale, transizione energetica) sviluppati in collaborazione con Enel, che diventano così parte integrante delle strategie di competitività aziendale che le imprese italiane devono tenere in considerazione per la ripresa delle attività internazionali frenate dalla pandemia.

2021 anno di transizione

Il quadro dei rischi è stato stravolto nei primi mesi del 2020 dall’emergenza sanitaria causata dalla pandemia da Covid-19. La diffusione si è manifestata con tempistiche e intensità variabili e ha richiesto il varo di rigorose misure restrittive di contenimento e contrasto del contagio, seppure con modalità eterogenee tra Paesi. In pochi mesi gli scenari economici delineati a inizio dello scorso anno sono profondamente mutati, sfociando in una recessione globale senza precedenti nella storia recente, che ha sollecitato un radicale cambiamento delle priorità nelle agende politiche di numerosi Stati, nonché delle istituzioni sovranazionali.

La disponibilità di una pluralità di vaccini contro il Covid-19, diversi già in fase di somministrazione, alimenta segnali decisamente incoraggianti verso una possibile maggiore capacità di contenimento della pandemia nei prossimi mesi. Si prospetta per il 2021 un cosiddetto andamento a "V", infatti se nel primo trimestre dell’anno probabilmente si continuerà ad avere un ristagno delle economie, ancora legate dalle ristrettezze anticontagio, a partire dal mese di aprile si potranno registrare allentamenti graduali in concomitanza con l’avanzamento dei programmi di vaccinazione. In questo quadro l’incertezza economica permane comunque su livelli storicamente elevati, seppur inferiori rispetto al picco raggiunto durante la prima ondata.

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Secondo le recenti previsioni di Oxford Economics (OE), nello scenario base – quello a maggiore probabilità di accadimento – l’attività economica globale è attesa in ripresa del 5% nel 2021, a metà strada tra i dati dell’Organizzazione per la cooperazione e lo sviluppo economico, Ocse, (+4,2%) e del Fondo Monetario Internazionale, Fmi, (+5,5%). Nel prossimo biennio, il Pil mondiale è atteso stabilizzarsi su un sentiero di crescita positivo, ma meno sostenuto. Le tempistiche di risoluzione della crisi restano comunque ancora altamente variabili, rendendo l’esercizio di previsione sull’andamento dell’economia mondiale suscettibile di revisioni, sia verso l’alto sia verso il basso.

Debiti pubblici e crediti commerciali

La mappa dei rischi SACE mette in luce come la generale crescita dei livelli di rischio per le diverse aree geografiche sia di fatto correlata con l'aumento del livello dei debiti pubblici reso necessario dalle politiche di supporto alle economie adottate dalle diverse realtà nazionali. Una situazione che può certamente impattare sul mercato creditizio globale e un fattore di rischio che era già stato evidenziato nelle passate edizioni della Mappa dei Rischi, soprattutto per i Paesi a minor reddito.

Il debito globale, sia pubblico che privato, è aumentato di circa 60 mila miliardi di dollari negli ultimi quattro anni (secondo l’Institute of International Finance, IIF), superando i 281 mila miliardi nel 2020 (+24 mila miliardi rispetto al 2019). Nel 2020 il debito ha raggiunto il 355% del Pil globale, in netto aumento rispetto al 320% dell’anno precedente. Come è ben immaginabile il debito risulta particolarmente oneroso nei Paesi Emergenti, dove è aumentato di 30 punti percentuali e si ferma al 250% del Pil; più marcato l’aumento nei Paesi Avanzati (+37 punti percentuali, circa), dove il debito ha raggiunto quasi il 420% del Pil.

Il rischio politico

I rischi politici sono un altro elemento chiave nella lettura del report e presentano una situazione globale relativamente allineata a quella dello scorso anno. Il rischio politico globale si mantiene in un intervallo di rischio medio, dove chiaramente i Paesi Avanzati fanno pendere la bilancia verso una rischiosità bassa, mentre gli Emergenti, con l’Africa Subsahariana su tutti, verso l’alto. Tuttavia, in misura maggiore a quanto visto per l’analisi del rischio del credito, le peculiarità sottostanti i rischi politici rendono ancora più necessaria un’analisi delle singole realtà nazionali e in particolare della capacità dei singoli governi di arginare gli effetti sanitari ed economici innescati dalla pandemia.

Per visualizzare la - Mappa dei rischi 2021 - SACE CLICCA QUI.

Fonte: SACE

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