Accordo Brexit: opportunità e sfide per il Made in Italy dal webinar SACE

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Nell'ultimo webinar SACE si è discusso sui cambiamenti che Brexit ha portato per l'economia italiana. Dopo la continua crescita degli ultimi anni, l'export verso l'UK si è contratto per la prima volta, ma ciò non deve demoralizzare le imprese italiane: il futuro commercio con il Regno Unito presenterà nuove sfide ma anche grandi opportunità grazie al forte sviluppo di certi settori. #RipartireSicuri

#RipartireSicuri il webinar Sace sulla Brexit

L'accordo Brexit e la nuova situazione in Europa

A seguito dell'atteso accordo per il libero scambio siglato il 24 Dicembre 2020 e perfezionato con l'inizio del nuovo anno siamo finalmente arrivati alla fase conclusiva dell'ormai lungo processo che ha portato il Regno Unito a uscire dall'Unione Europea a seguito del referendum del 2016. L'accordo ha formalizzato per la prima volta le regole a cui le imprese europee dovranno sottostare per il commercio con l'UK, mercato ormai importantissimo che rappresenta il 5° mercato di sbocco per il Made in Italy, con oltre 25 mld mossi nel 2019.

SACE fa notare come il saldo commerciale dell'UK è rimasto sostanzialmente sempre attivo, con 9,7 mld (+13%) nel 2019, seppur a causa del COVID-19 vi sia stato un (prevedibile) calo dello stesso sceso del -17,9%. Le stime per il 2021 restano però positive, grazie anche al non avverarsi di un No-Deal: SACE stima una ripresa dell'export italiano nel 2021 del +5,3%, che seppur non ritornando ai livelli pre-covid lascia ben sperare per il futuro commercio con il Paese.

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L'export e i futuri sviluppi

SACE indica come l'export italiano verso il Regno Unito sia composto per la gran parte da beni d'investimento (meccanica strutturale, mezzi di trasporto, etc..) che raggiungono il 37,1% della quota dell'intero export italiano. Seguono per importanza i beni di consumo (27,5%) con una particolare attenzione al tessile e al lusso in generale. Vi è poi una quota del 21,5 % composta da beni intermedi come quelli del settore chimico, metalli, gomma etc... La restante parte è infine composta dal settore agroalimentare, comunque rappresentante una buona quota, il 13,9% dell'export totale.

I settori a maggior crescita nel 2019 sono stati quello chimico (+19%) e tessile (+12,8%) con invece una stagnazione per quanto riguarda la meccanica strumentale, la quale non ha registrato trend significativi.

Le imprese potranno quindi puntare su questi settori rappresentanti il punto di forza dell'Italia, raccomandiamo comunque di avere particolare attenzione a 2 fattori principali:

  1. La qualità - Il consumatore inglese è un consumatore esperto il quale pone un grande accento sulla qualità dei prodotti che compra, importante quindi per le imprese è si stare attente ai costi, anche a causa dei nuovi dazi che saranno imposti sulle merci, ma ciò non deve andare a scapito della qualità.
  2. Il digitale - Il mercato inglese è caratterizzato per essere uno dei più digitalizzati in Europa con le vendite online che rappresentano ad oggi il 20% del totale delle vendite e che si prevede eclisserano le vendite fisiche entro il 2028, quindi fattore fondamentale e assolutamente non trascurabile è la digitalizzazione delle imprese, fondamentale non solo negli UK ma nel mondo intero negli anni a venire.

Per quanto riguarda i settori a maggiore potenziale di crescita nei prossimi anni SACE indica le Energie Rinnovabili e le Infrastrutture ma anche tutte le nuove frontiere del Tech quindi: AI, Cybersecurity, Blockchain, Realtà Virtuale etc... che, anche grazie ai piani del governo varati recentemente (la Green Industrial Strategy e il National Infrastructure Strategy), rappresentano grandi opportunità strategiche per le nostre imprese.

Ogni impresa si dovrà scrontare con le nuove procedure per l'export che sono nate con l'uscita dal mercato unico del Regno Unito per questo vi rimandandiamo ai siti dell'Agenzia delle Dogane (Agenzia delle Dogane) e dell'ICE (ICE:Brexit in pillole per gli esportatori italiani) i quali hanno messo in campo una serie di iniziative e ai quali vi potete rivolgere per fugare ogni dubbio rispetto alle formalità da adempiere, ai dazi doganali etc...

Fonte: SACE

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