Boom di insolvenze: i creditori rafforzano le verifiche

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Nel nuovo articolo sul Sole 24 Ore si conferma ciò che era già emerso fra i vari report delle compagnie che assicurano i crediti commerciali: la crisi Covid-19 fa aumentare le insolvenze. Le aziende si preparano a cambiare l’approccio al credito: più prudenza, più indagini nella valutazione preventiva e monitoraggio più stretto dei clienti una volta concesso il credito. Tutto ciò anche per quanto concerne gli "adeguati assetti..." del 2086 c2 C.C.

Boom di clienti che non pagano

La crisi economica generata dal Covid-19 fa aumentare le insolvenze tra le aziende che utilizzano i crediti commerciali, tanto che questi si preparano a cambiare l’approccio al credito. Le parole d’ordine sono più prudenza e più indagini investigative al momento della valutazione preventiva. E monitoraggio più stretto dei clienti una volta concesso il credito, prima di attivare la fase di recupero vera e propria.

Il ruolo centrale del credit manager nella valutazione preventiva della concessione o meno del credito si affida sia a informazioni pubbliche, che ad accertamenti investigativi o reputazionali.

Molti manager (l’80% degli intervistati) rilevano che nei mesi della crisi sono aumentati i clienti insolventi e i crediti insoluti o comunque le situazioni di difficoltà. Un campanello d’allarme, che sta portando alcuni credit manager (il 32% del campione) a “bonificare” il portafoglio clienti: non solo per far emergere quelli più in pericolo di insolvenza, ma anche per “categorizzare” gli altri, calcolare il livello di rischio globale e verificare se è sostenibile.

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Ma le ricadute maggiori è probabile che si vedranno sulla fase di analisi preventiva alla decisione sul credito commerciale, che i manager dichiarano di voler adeguare al momento di crisi. Soprattutto adottando una maggiore prudenza (63% del campione), modificando i termini e le modalità di fornitura o pagamento (33%) e cercando più informazioni, anche investigative (20%).

Aumenteranno anche le assicurazioni dei crediti (per l’8%), che oggi sono utilizzate da circa metà degli intervistati.

Fonte: "Boom di clienti che non pagano: i creditori rafforzano le verifiche" - Valentina Maglione - Sole 24 Ore

L'assicurazione credito

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L'assetto organizzativo, amministrativo e contabile adeguato

L’articolo 2086 secondo comma del Codice Civile rappresenta il cuore dell'attuale riforma della crisi d’impresa:

L'imprenditore è il capo dell'impresa e da lui dipendono gerarchicamente i suoi collaboratori [artt. 2094 e 2104 c.c.].
L'imprenditore, che operi in forma societaria o collettiva, ha il dovere di istituire un assetto organizzativo, amministrativo e contabile adeguato alla natura e alle dimensioni dell'impresa, anche in funzione della rilevazione tempestiva della crisi dell'impresa e della perdita della continuità aziendale, nonché di attivarsi senza indugio per l'adozione e l'attuazione di uno degli strumenti previsti dall'ordinamento per il superamento della crisi e il recupero della continuità aziendale.

Il legislatore stabilisce che l’imprenditore deve assicurare alla propria impresa “un adeguato assetto organizzativo, amministrativo e contabile” proprio per individuare, in modo tempestivo la crisi d’impresa.

Alle imprese che devono istituire un adeguato assetto organizzativo, amministrativo e contabile occorrono (anche) due strumenti indispensabili:

  • l'analisi dei rischi (e conseguente verifica di quanto di questi coperti dalle polizze assicurative) e
  • la assicurazione del credito commerciale (*).

(*) Un'adeguata analisi dei rischi comprende necessariamente anche l'attenta valutazione dei rischi di insolvenza con, alla pari degli altri rischi, l'opportuna evidenza e proposta di soluzione assicurativa. Dato che l'assicurazione del credito commerciale è una specializzazione che pochissimi broker sono in grado di fornire con la stessa "professionalità" dei "rami danni", abbiamo sottolineato qui: Pico Adviser può fornire un'analisi dei rischi a 360°.

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