Credendo Risk Insight su CEMAC

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Il nuovo report Credendo analizza la situazione dell'area CEMAC, la Comunità economica e monetaria dell'Africa centrale legata alla Francia, che continua a lottare con la pressione della liquidità, ancora a causa della forte pressione del prezzo del petrolio che, dopo le crisi tra il 2014 e il 2016, ha ripreso ancora a scendere.

Credendo Risk Insight Dicembre 2018

La Comunità economica e monetaria dell'Africa centrale (CEMAC) continua a lottare con la pressione della liquidità.

18/12/2018

L'unione monetaria del franco CFA comprende 14 paesi dell'Africa sub-sahariana (e le Comore), divisi tra l'Unione economica e monetaria dell'Africa occidentale (WAEMU) e la Comunità economica e monetaria dell'Africa centrale (CEMAC) i cui membri sono: Camerun, Repubblica Centrafricana (CAR), Ciad, Guinea Equatoriale, Gabon e Repubblica del Congo ed adotta il franco CFA (XOF e XAF) oggi ancorato all'euro.

La cooperazione monetaria con la Francia si basa su 4 principi: una garanzia di convertibilità illimitata da parte del Tesoro francese, parità fisse, libera trasferibilità all'interno della regione e centralizzazione delle riserve valutarie presso la Banca degli Stati dell'Africa centrale (BEAC), mentre la metà di queste riserve deve essere depositate in "conti di gestione" presso il Tesoro francese. Di conseguenza, il rischio di mancato pagamento in una transazione commerciale corrente causata da problemi di trasferimento o da penuria di valuta straniera viene mitigato per i membri di tale accordo monetario.

Il forte calo dei prezzi del petrolio tra il 2014 e il 2016 e il deterioramento della situazione della sicurezza in queste regioni hanno però danneggiato la stabilità macroeconomica della CEMAC e la maggior parte degli Stati membri ha fatto ricorso ai loro depositi presso il BEAC per finanziare le loro bilance dei pagamenti: le riserve valutarie riunite al BEAC si sono ridotte nominalmente del 73% dalla fine del 2013 e hanno coperto solo 2,4 mesi di importazioni entro la fine del 2017, un buffer inadeguato a difendere l'ancoraggio valutario come previsto dal FMI che fissa la soglia a 5 mesi di copertura dell'importazione.

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Le previsioni di Credendo

Sebbene i livelli di liquidità siano ancora lontani dalle soglie richieste, Credendo prevede che la svalutazione sarà evitata perché la credibilità della leva del franco CFA risulta dalla possibilità di ricorrere ad "anticipi illimitati" dal Tesoro francese e al meccanismo di solidarietà delle riserve aggregate.

Credendo pensa che la crescita del PIL nel 2019 potrebbe raggiungere il 2,9% se si rafforza la crescita non petrolifera. Tuttavia se la tendenza al ribasso del petrolio degli ultimi tempi continuasse, la stabilità macroeconomica della CEMAC potrebbe esser messa a repentaglio per la mancanza di un adeguato buffer di liquidità e di conseguenza le prospettive economiche rimangono fragili.

Clicca qui per visualizzare il report di Credendo

Fonte: Credendo
 
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