Come sta il commercio UK-UE? Report Atradius

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Il deprezzamento della sterlina inglese dopo il referendum sulla Brexit nel giugno 2016 ha avuto un impatto significativo sui flussi commerciali tra Regno Unito ed Europa. Atradius ha analizzato le prime conseguenze sul commercio. Alcune notevoli tendenze sono già osservabili sul mercato ma non è ancora chiaro per quanto tempo i problemi di cambio continueranno ad avere un impatto significativo.

Atradius: situazione commerciale UK-UE

L'effetto Brexit si fa già sentire nel commercio tra Regno Unito e UE.

La sterlina inglese si è deprezzata sostanzialmente contro l'Euro da giugno 2016, riducendo il potere d'acquisto nel Regno Unito, ma aumentando la competitività delle esportazioni inglesi. Ciò ha avuto un impatto significativo sui flussi commerciali, con una crescita del +6,8% delle esportazioni del Regno Unito nel resto dell'Europa (il livello più alto dal 2012), ma solo del +0,9% nel senso opposto.

Il tasso di cambio dovrebbe stabilizzarsi tra il 2018 e il 2019, riducendo la spinta per le esportazioni del Regno Unito ma allentando anche la pressione sugli esportatori europei verso il territorio inglese ma se i negoziati relativi alle future relazioni commerciali dovessero arrestarsi, o addirittura crollare, la situazione continuerebbe ad aggravarsi.

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Gli effetti negativi: quali Paesi e quali settori?

Le esportazioni di beni del Regno Unito verso il resto del Paese sono inferiori alla metà del totale (48%) ed il 16% delle esportazioni europee sono dirette verso il Regno Unito (escluso il commercio intra-UE). Irlanda, Paesi Bassi e Belgio sono le economie più vulnerabili in termini di dipendenza dall'export nel Regno Unito, mentre Germania e Francia esportano di più in termini di volume.

Il settore delle attrezzature di trasporto è il più vulnerabile (l'export verso il Regno Unito rappresenta l'11,3% del valore aggiunto totale), seguito da quello dei prodotti alimentari e tessili.

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Il Regno Unito comunque rimane un membro a pieno titolo dell'UE fino alla data dell'uscitaq (fissata al 29 marzo 2019) e non si applicano ancora tariffe per gli scambi UK-UE. Il vero impatto sul commercio emergerà nel medio-lungo termine, quando cambieranno gli accordi commerciali e le catene di approvvigionamento dovranno adeguarsi.

Alcune notevoli tendenze, dovute all'evoluzione del tasso di cambio, sono già osservabili sul mercato: la debolezza della sterlina ed il minor potere d'acquisto dei consumatori hanno ridotto la crescita delle importazioni e rinforzato le esportazioni. Non è tuttavia chiaro per quanto tempo questi problemi di cambio continueranno ad avere un impatto significativo.

 
Fonte: Atradius
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