Split Payment: e se hai la polizza credito cosa cambia?

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Lo Split Payment, la nuova modalità di fatturazione per i fornitori degli enti pubblici in vigore dal 1 luglio 2017, ha conseguenze "pratiche" anche per le aziende che assicurano i crediti commerciali verso le aziende "partecipate": è ora necessario escludere la quota d'IVA dalle comunicazioni di fatturato e dalle richieste di risarcimento.

Le conseguenze dello Split Payment

Il 4 luglio scorso avevamo pubblicato l'articolo "Lavori con la PA? Sei già pronto per lo Split Payment?" con cui informavamo dell'introduzione di questa normativa e delle relative implicazioni per le aziende e per i professionisti.

Cos'è lo Split Payment?

Lo Split Payment è una modalità di fatturazione che coinvolge i fornitori degli enti pubblici (e di alcune altre tipologie di società - v. sotto): la fattura è emessa applicando normalmente l’Iva ma l’imposta non è più pagata dal cliente perchè è questi tenuto a versarla direttamente all’erario.

AZIENDE

Le aziende che lavorano con la PA si trovano così potenzialmente in credito d'IVA e che per ottenere il rimborso o la compensazione del credito, oltre ad attendere i tempi della PA, dovranno anche sostenere costi aggiuntivi:

  • per le richieste di rimborsi superiori a 30mila euro è necessaria una fideiussione (bancaria od assicurativa)
  • per le compensazioni superiori a 5mila euro il commercialista farà pagare all'azienda la pratica per l'apposizione del "visto di conformità.

PROFESSIONISTI

I professionisti che lavorano con la PA si trovano di fatto soggetti a due ritenute sulle proprie fatture: la ritenuta a titolo di imposta del 20% e l'IVA esposta in fattura trattenuta dal committente.

Ma cosa cambia per le aziende assicurate sul credito?

Chi ha una polizza credito sa bene che non rientrano nella garanzia le fatture verso Enti Pubblici e che il relativo fatturato va sempre escluso quando si calcola il premio e nelle successive "comunicazioni di fatturato" ma ci sono casi in cui il cliente non è un ente pubblico ma è partecipato dal pubblico, come nel caso di:

  • Società controllate dalla Presidenza del Consiglio dei Ministri, dai singoli ministeri e società controllate a loro volta da queste.
  • Società controllate dalle Regioni, Province, Città metropolitane, Comuni e Società da queste controllate.
  • Società quotate inserite nell’indice Ftse Mib della Borsa italiana.

Qui non pubblichiamo i link ai suddetti elenchi in quanto ci siamo accorti che in due mesi sono stati modificati diverse volte ed molti link che portano al sito www.finanze.it danno errore: è quindi è necessario che ogni interessato faccia una ricerca su Google per trovare quelli aggiornati!

Quando un'azienda assicurata fattura beni o servizi a società per le quali è previsto lo Split Payment (lo deve sapere poichè sarà lo stesso cliente ad informare il fornitore del fatto che non gli verserà l'IVA), dato che in caso di mancato pagamento dell’IVA, la responsabilità e le relative sanzioni sono totalmente a carico del cliente dell'azienda assicurata, viene meno la possibilità di ricorrere alla copertura assicurativa per tale componente.

IN PRATICA:

"Ieri" l'azienda assicurata che faceva una fattura (ad un cliente compreso negli elenchi suddetti) di 100+IVA chiedeva alla Compagnia credito un FIDO di 122 e, in caso di mancato pagamento, apriva un sinistro per avere il rimborso di 122.

"Oggi" l'azienda assicurata chiederà alla Compagnia credito un FIDO di 100 e, in caso di mancato pagamento, aprirà un sinistro per avere il rimborso di 100.

Per quanto attiene l’operatività delle polizze di credito è quindi necessario prestare attenzione affinché per le vendite nei confronti dei soggetti sopra indicati, i corrispettivi dell’IVA siano esclusi da:

  • Importi delle segnalazioni delle vendite validi per la determinazione del fatturato assicurabile.
  • Importi delle fatture oggetto di denuncia di sinistro.
  • Importi inerenti le richieste di affidamento.
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