In un periodo in cui la crescita economica sta gradualmente perdendo slancio e le insolvenze continuano ad accelerare nel 2023, Atradius ne prevede un aumento più contenuto nel 2024. Nel nuovo report sulle insolvenze a livello globale, Atradius propone un'analisi dettagliata che prende in considerazione le condizioni pre e post-pandemia mettendole a confronto ed evidenziando tutte le maggiori difficoltà affrontate nel tornare alla normalità.
Insolvency Forecast Settembre 2023
Il trend di adeguamento delle insolvenze per il ritorno ai livelli prepandemici, già avviato nel 2022, prosegue a un ritmo accelerato nel 2023. La graduale eliminazione delle misure di sostegno fiscale e la revoca delle modifiche temporanee alla legislazione in materia fallimentare hanno avuto un effetto sul livello delle insolvenze: si sta assistendo a un aumento in tutte le regioni, con il Nord America che sta registrando un aumento relativamente forte, mentre l'Europa ha trend più moderati. A livello globale si prevede un aumento del 19% rispetto al 2023. Entro la fine del 2024 le insolvenze dovrebbero essersi più o meno normalizzate rispetto ai livelli pre-pandemia.
La resilienza lascia il posto a prospettive più fosche
La crescita economica sta gradualmente perdendo slancio man mano che gli effetti della stretta monetaria e del rallentamento della Cina prendono piede. Attualmente è previsto un aumento del PIL mondiale. Gli indicatori previsionali del sentiment indicano un rallentamento più significativo nella seconda metà del 2023. Nonostante le pressioni inflazionistiche si stiano attenuando, è troppo presto per dichiarare vittoria sull'inflazione. Le principali banche centrali dovrebbero mantenere i tassi di riferimento ai livelli attuali fino al 2024.
Le previsioni indicano che il PIL continuerà a crescere lentamente rispetto agli standard storici nei prossimi due anni, poiché la debolezza della domanda esterna e l'inasprimento delle condizioni di finanziamento globali frenano la crescita. Nel frattempo nell'Europa orientale, le prospettive continuano ad essere dominate dalla guerra Russia-Ucraina.
Vuoi proteggere la tua azienda dal rischio credito? CLICCA QUI
Le insolvenze continuano ad adeguarsi ai livelli pre-pandemia
Il numero globale di insolvenze è aumentato del 9% nel 2022 con la revoca dei pacchetti di sostegno ed il ritorno alla normale legislazione fallimentare. Il grafico 1 fornisce l'indice delle insolvenze da inizio anno nel 2023 rispetto al 2019.

Il livello medio di insolvenza nel secondo trimestre 2023 era già superiore al livello del 2019. Inoltre la diffusione del livello di insolvenze è ancora alto. Alcuni mercati sono ben al di sopra del livello pre-pandemia, mentre altri sono ancora in fase di aggiustamento.
Tra i Paesi per i quali nel 2023 i dati disponibili mostrano già un livello di insolvenza relativamente elevato rispetto allo stesso periodo del 2019, si notano particolari problemi economici. Nel Regno Unito, ad esempio, l'aumento delle insolvenze può essere attribuito alla fine delle misure di sostegno pubblico e alla debole ripresa economica dopo la Brexit, mentre in Svizzera è anche attribuito alla cessazione del sostegno pubblico e al fallimento di imprese zombie.
Per quanto riguarda i Paesi con un numero relativamente basso di insolvenze rispetto ai livelli pre-pandemia, si può dedurre che le misure di sostegno al coronavirus sono state efficaci nell'aumentare la liquidità delle imprese, impedendo così un aumento delle insolvenze subito dopo la graduale eliminazione delle misure di sostegno pubblico.
Vuoi proteggere la tua azienda dal rischio credito? CLICCA QUI
Prospettive d'insolvenza per l'intero anno 2023: maggiori insolvenze in quasi tutti i mercati
A livello globale, è previsto un aumento delle insolvenze su base annua nel 2023. In particolare si ha un aumento considerevole in Nord America, leggermente inferiore in Europa a causa del più avanzato processo di normalizzazione delle insolvenze rispetto ad altre regioni. Nel 2024 il Nord America si conferma la regione con la più alta crescita di insolvenze.

I più alti tassi di crescita delle insolvenze nel 2023 si registrano a Hong Kong, nei Paesi Bassi, negli Stati Uniti, in Corea del Sud e in Italia. Per i Paesi Bassi, gli Stati Uniti e l'Italia, le insolvenze erano relativamente basse all'inizio del 2023 e la crescita prevista nel 2023 è principalmente guidata da un adeguamento ai livelli pre-pandemia, in altri come ad Hong Kong, è evidente un ritorno alla normalità nel 2023, ma anche una significativa dinamica di rialzo da parte delle società zombie che falliscono.
I Paesi per i quali prevediamo un calo delle insolvenze nel 2023 sono Spagna, Sud Africa, Svizzera e Repubblica Ceca. In Spagna, Svizzera e Repubblica Ceca il livello di insolvenza è aumentato per tutto il 2022 al di sopra del livello di normalità, in parte a causa del presunto fallimento di imprese zombie. Nel 2023 prevediamo un calo, tale che il livello di insolvenze si avvicini al livello di normalità.

I Paesi con una situazione di insolvenze stabile si riconoscono dalla loro variazione dei livelli tra -10% e +10% nel 2023.Tra questi paesi, il Regno Unito è un mercato interessante, in quanto il livello è relativamente alto rispetto al pre-pandemia. La maggior parte dei paesi, tuttavia, vede una tendenza al deterioramento dei fallimenti nel 2023, anche se il livello rispetto al pre-pandemia rimane spesso "basso".

Prospettive per l'intero anno 2024
Per il 2024 sono previsti ancora aumenti di insolvenze per la maggior parte dei mercati, ma l'aumento percentuale è generalmente inferiore rispetto al 2023.
Al contrario, per un numero significativo di mercati, riteniamo che le insolvenze inizieranno di nuovo a diminuire o rimarranno approssimativamente costanti. Questo perché i livelli di insolvenza saranno in gran parte tornati alla normalità e le imprese zombie che non sono in grado di sopravvivere senza supporto, sono fallite già nel 2023.
È probabile che i prossimi anni rimangano difficili per le imprese a causa dei margini di profitto ridotti, dell'inasprimento delle condizioni di finanziamento e degli elevati tassi d'interesse. I mercati finanziari tengono sempre più conto del fatto che le banche centrali non allenteranno le politiche monetarie, almeno per il momento, il che avrà conseguenze sulle condizioni di finanziamento delle imprese.
Per leggere il report di Atradius completo cliccaQUI
Fonte: Atradius

