Credendo sulla situazione in Kazakistan

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Il 5 gennaio 2022, il presidente del Kazakistan ha ufficialmente dichiarato lo stato di emergenza del Paese a seguito delle numerose proteste insorte da parte dei cittadini, i quali hanno lamentato il forte aumento dei prezzi del carburante, nonché della corruzione, dell'alto costo della vita e del persistente ruolo politico dell'ex presidente Nursultan Nazarbayev. Lo sottolinea Credendo in attesa di possibili sviluppi ed eventuale revisione del Rischio-Paese che per ora rimane inalterato.

Kazakistan, dichiarato lo stato di emergenza

Tensioni economiche-politiche ed instabilità del paese

L'insorgere di lamentele da parte del popolo in seguto all'aumento del costo del carburante è stato solo l'inizio di quello che ha dato vita ad un forte malcontento generale sull'amministrazione economico-politica del paese. Tutto ciò è la conseguenza di diversi fattori: le lamentele sono infatti più profonde e includono rabbia per il malgoverno percepito, l'elevato tasso di corruzione, nonché le cattive condizioni socio-economiche e l'ampio ruolo di influenza svolto dall'ex presidente Nazarbayev.

Al fine di placare la rabbia di lavoratori e cittadini, il presidente ha quindi annunciato una riduzione dei prezzi dell'energia, le dimissioni del governo e ha assunto il ruolo di Nazarbayev a capo del potente Consiglio di sicurezza.

Rischi politici nel medio-lungo termine

Credendo sottolinea come il crescente malcontento da parte del popolo - soprattutto riguardo alla situazione politica del Paese - è destinato a ripercuotersi sull'ordine sociale e sull'instabilità di quest'ultimo. I recenti eventi in Kazakistan hanno evidenziato ancora una volta che, a meno che le lamentele di fondo non siano adeguatamente affrontate, il rischio di una rivoluzione è elevato, soprattutto in un contesto di elevata inflazione.

Guardando al futuro, il 2022 potrebbe essere un anno caratterizzato da ondate di numerose proteste, vista la dilagante inflazione in molti paesi. Inoltre in alcuni di quest'ultimi dove le finanze pubbliche sono più deboli (diversamente dal Kazakistan), i governi hanno poco margine di manovra e l'attuazione del risanamneto fiscale, potrebbe determinare un ulteriore fattore di agitazione sociale.

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Nel grafico sottostante viene riportato il rating dei rischi politico-economici del Paese, destando particolare preoccupazione sugli effetti di medio-lungo termine di questi persistenti eventi di protesta.

 

kazakhstan

 

Credendo identifica il parametro di rischio in un range che va da 1 a 7, il quale delinea l'intensità dei rischi derivanti da elementi politici ed assimilati. Partendo da un rischio minimimo e crescendo fino al parametro maggiore, Credendo identifica la situazione economico-politica del Kazakistan con un fattore rischio di 2 nello short-term e a livello 5 nel long-term. Questa analisi è la riprova del fatto che i conflitti potrebbero inasprirsi con il tempo, portando ad un aumento di fattore rischio. I dati si basano anche su altri assicuratori del credito OECD, riflettendo l'esperienza su impegni nuovi e pre-esistenti. I rischi legati alla sitiuazione politica si basano su indicatori quantificati tenendo in considerazione lo scenario di rischio del business ed altri macrofattori che quindi influiscono sulla capacità di pagamento di tutti i debitori del Paese.

L'outlook di Credendo

In questo scenario incerto, secondo quanto riportato da Credendo non è prevista alcuna variazione immediata dei rating di rischio del Paese, anche se l'outlook è chiaramente in senso negativo. È difficile prevedere come si evolverà la situazione, ma affrontare le lamentele sottostanti sarà determinante al fine di evitare l'insorgere di nuovi disordini e l'eruzione delle conseguenti proteste.

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Fonte: Credendo

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