Atradius pubblica il nuovo Market Monitor sui beni al consumo durevoli in Italia: anche se ci sarà un aumento dei consumi privati ed una diminuzione dei termini di pagamento, Atradius prevede un'ulteriore riduzione dei margini di profitto dei rivenditori (che erano già peggiorati nel 2017) e si attesta su una posizione di prudenza verso questo settore.
Atradius Market Monitor
In un mercato altamente competitivo e frammentato, Atradius prevede che i margini di profitto dei rivenditori nel 2018 rimarranno sotto pressione.
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I consumi privati in Italia sono aumentati dell'1,4% nel 2017 e si prevede che crescano un altro 1,2% nel 2018, con una domanda di beni durevoli destinata a crescere allo stesso ritmo. Nel 2017 la domanda di elettrodomestici è diminuita dell'1,1% e le prospettive per il 2018 rimangono contenute. La domanda di mobili è invece aumentata di circa il 2% nel 2017 e nel 2018 dovrebbe essere sostenuta da incentivi pubblici a sostegno del consumo delle famiglie.
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Il settore delle vendite al dettaglio dei beni al consumo durevoli rimane sotto pressione causa l'alto livello di frammentazione, soprattutto tra i piccoli e medi operatori. I player più deboli, con scarsa forza finanziaria, sono scomparsi mentre altre piccole imprese hanno scelto di fondersi per sopravvivere: si prevede che il processo di concentrazione continuerà, considerando la dimensione media più piccola dei rivenditori italiani rispetto ai loro omologhi europei e l'alta pressione del commercio elettronico ai margini dei rivenditori al dettaglio.
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I termini di pagamento generalmente variano tra i 60 e i 90 giorni. Per i business nel settore della vendita al dettaglio di beni durevoli la principale risorsa di finanziamento è il capitale circolante. I ritardi nei pagamenti e le insolvenze sono aumentate nel 2017 e Atradius si aspetta ancora difficoltà nel 2018, in contrasto invece con il trend di insolvenze e fallimenti in Italia in calo del 6%.
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Atradius quindi rimane prudente sulla vendita al dettaglio di beni durevoli, principalmente sui distributori a basso valore aggiunto in particolare nei settori elettrodomestici ed elettronica di consumo, in cui sono presenti molti player con problemi di liquidità e/o mancanza di massa critica per poter sopravvivere a lungo termine e che non sono quindi in grado di soddisfare la domanda dei consumatori e il cambiamento dei modelli di consumo. Detto ciò, le vendite nel segmento dei mobili saranno invece sostenute dalle esportazioni e da incentivi pubblici.

