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Sace: Focus Ucraina

Sace: Focus Ucraina

26/02/2014

Il rapido susseguirsi degli eventi negli ultimi giorni pone il paese di fronte ad una delicata transizione politica ed economica.

Per governare la transizione sarà nominato un governo di unità nazionale, mentre nuove elezioni presidenziali sono state annunciate per il 25 maggio. Resta da valutare la velocità e l’efficacia con la quale il paese riuscirà a normalizzare il livello dello scontro politico, nonché la capacità del governo di adottare le riforme necessarie per accedere agli aiuti da UE e FMI.

Vi è una concreta possibilità di default nel breve periodo qualora il paese non dovesse accedere rapidamente ad un piano di aiuti internazionali.

Contesto politico

Sebbene sembri improbabile un’ulteriore escalation della violenza, il paese si trova ora di fronte ad una delicata transizione politica.
Un governo di transizione sarà nominato nei prossimi giorni per condurre il paese alle elezioni anticipate. Resta da valutare la velocità e l’efficacia con la quale il paese riuscirà a gestire la transizione. Le maggiori criticità istituzionali riguar-dano attualmente:

  1. L’effettiva capacità del governo di transizione di restare unito e di adottare le riforme che verranno probabilmente richieste da UE e FMI.
  2. Il possibile radicalizzarsi delle contrapposizioni tra le regioni nord-occidentali (in maggioranza europeiste e sostenitrici delle opposizioni) e le aree sud-orientali (legate linguisticamente ed economicamente alla Russia e bacino elettorale di riferimento per Yanukovich).

Contesto economico

Il deterioramento della situazione politico-economica del paese ha spinto le principali agenzie ad un downgrade del rating sovrano e ad un rapido peggioramento del market sentiment nei confronti dell’Ucraina. Restano da chiarire l’entità e le condizioni dell’intervento annunciato dal commissario europeo per gli Affari economici Olli Rehn da attuare congiuntamente con il FMI.

In assenza di manovre correttive e di un rapido accordo sul programma di aiuti UE-FMI il paese rischia una grave crisi di liquidità, anche in vista del piano di ripagamento del debito estero in scadenza nel 2014 a fronte della scarsa disponibilità di valuta forte e del possibile congelamento dell’accordo con la Russia.

A livello strutturale il paese presenta forti squilibri macroeconomici legati a:

  1. Ampio deficit nei conti con l’estero e nei conti pubblici.
  2. Scarsità di valuta forte.
  3. Stagnazione dell’attività economica principalmente a causa del calo degli investimenti, pubblici e privati, e delle esportazioni.
  4. Deprezzamento della valuta locale di circa l’11% da inizio anno e l’intenzione di abbandonare il cambio ancorato al dollaro.

Potenziali ricadute politiche e commerciali legate alle reazioni della Russia: è possibile una reintroduzione dei dazi sulle importazioni di merci ucraine in Russia (il primo mercato di sbocco ucraino), ad esempio sul settore dell’acciaio o sul settore agricolo e alimentare ed eventuali decisioni in tal senso aggraverebbero ulteriormente la condizione economica del paese.

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