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Analisi dei Rischi Assicurativi Aziendali

Con quali procedure?

PICO ADVISER GROUP svolge la propria attività di consulenza, a favore dei propri Clienti, ponendo il processo di Risk Management quale metodologia fondamentale per ottenere la corretta valutazione dei rischi puri Aziendali. Tale metodologia è oggi attuata, con professionisti interni, dai grandi Gruppi Industriali. Il procedimento si articola in una complessa evoluzione tecnica e logica, che ha come punto d’origine la verifica dei rischi mentre come conclusione la redazione dei piani assicurativi; in definitiva la stipula dei contratti assicurativi rappresentano solo (ed eventualmente) la fine di un processo e non l’inizio dello stesso.

Come si articola il processo di Risk Management?

Il “Risk Management” (letteralmente gestione dei rischi), si pone come obiettivo l’individuazione, il controllo e la gestione dei rischi che pongono in pericolo beni e profitti di un’Impresa.

L’ambito di intervento di Pico Adviser Group è riferito ai cosiddetti “rischi puri” ovvero i rischi ai quali l’imprenditore è sottoposto per ragioni estranee alla propria volontà e che generano perdite (es. incendio, alluvione, terremoto, furto, ecc.).

La logica operativa può essere riassunta nelle seguenti schematizzazioni:

1. ANALISI DEI RISCHI

Individuazione dei rischi attraverso:

  • interviste al personale preposto
  • sopralluoghi in Azienda
  • esame di documenti aziendali
  • utilizzo di apposite check list

 

Valutazione dei rischi

  • identificazione delle risorse aziendali (umane – patrimoniali)
  • identificazione dei pericoli che minacciano le risorse aziendali (eventi naturali, eventi umani,  concorso di circostanze interne ed esterne all’Azienda, decisioni di Autorità)
  • identificazione dei fattori aggravanti che possono accrescere la probabilità di accadimento di eventi dannosi e la loro gravità;
  • identificazione di fattori specifici che possano costituire diminuzioni di rischi o aggravamento di altri (prevenzione, norme di sicurezza)
  • classificazione dei tipi di danno (a cose, persone, interruzioni di attività, etc…)
  • la frequenza del danno ( certo, frequente, raro, improbabile)
  • valore del danno eventuale (trascurabile, modesto, notevole, ingente, catastrofico)

 

2. TRATTAMENTO DEI RISCHI, ovvero porre in atto alcune o tutte le seguenti opzioni

  • eliminazione del rischio specifico
  • trasferimento non assicurativo (trasferimento a terzi del rischio, es. con contratto di      deposito, con lavorazioni esterne a terzisti….)
  • riduzione dei rischi, attraverso la prevenzione (diminuzione della probabilità che un danno si verifichi), la protezione (limitazione della gravità dei danni e sue ripercussioni
  • assunzione dei rischi in proprio (consapevolezza di avere a proprio carico determinati rischi, es. inserendo nei contratti assicurativi esclusioni, franchigie, scoperti)
  • assicurazione dei rischi attraverso il trasferimento al mercato assicurativo
  • creazione di procedure di controllo dei rischi.

3. VERIFICA DI GESTIONE

Monitoraggio della situazione in divenire, in relazione sia ai nuovi rischi (analisi e trattamento), quanto ai rischi in corso (verifica, controllo), nonché la gestione dei sinistri (eventi dannosi).

Particolare attenzione deve essere riposta sulla verifica periodica; difatti i rischi che minacciano i beni ed i profitti delle Aziende. variano nel tempo.

E’ indispensabile verificare con una frequenza programmata e soprattutto in concomitanza di sostanziali mutamenti, se le decisioni maturate sino ad oggi saranno ancora valide in proiezione futura; contestualmente diviene indispensabile effettuare un bilancio costi/benefici conseguenti a tali decisioni.

Oggi le Compagnie di Assicurazione sono molto più attente alle assunzioni dei rischi proposti; è necessario quindi, un eccellente processo che permetta di tarare efficacemente le ritenzioni di rischio e dimostrare al mercato assicurativo che il rischio da trasferire è conosciuto, compreso e ben quantificato ossia che si sono valutate in modo corretto ed esaustivo tutti i potenziali impatti economici (Business Impact Analysis).

L’applicazione dei migliori e più aggiornati standard di prevenzione, determina la riduzione del rischio e quindi l’ottimizzazione dei risultati del programma di Risk Management.

Conseguentemente a ciò, si sarà in grado di cambiare l’attenzione rivolta alle coperture assicurative, passando da valutazioni quali:

  • “è avvenuto un sinistro, devo essere ben assicurato per essere ben risarcito (controllo dei rischi basato sul “dopo)”

a valutazioni:

  • “devo fare in modo di non avere un sinistro grave. Nell’evenienza, devo averlo previsto ed aver predisposto tutte le misure necessarie per minimizzarne le conseguenze (la migliore assicurazione è la prevenzione)”.

 

Prima di ottenere un buon risarcimento, per esempio in caso di incendio, si dovranno compiere tutte le valutazioni necessarie ad evitare il possibile sinistro.

Un sinistro grave impegna il Management Aziendale, distogliendo risorse umane dall’obbiettivo primario dell’Azienda (lavorare bene, avere prodotti di qualità, costi contenuti, quote di mercato consolidate, redditività elevata).

Questa affermazione è supportata anche dalla naturale consapevolezza che le coperture assicurative non coprono tutte le perdite:

  • Immagine
  • Quote di mercato
  • Valore delle azioni
  • Credibilità finanziaria (rating del debito che dal gennaio 2007 è soggetto ai criteri di  Basilea2).

 

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