FAQ Consulenza Finanziaria Indipendente

F.A.Q. - AEGIS

Chi è Il Consulente Finanziario Indipendente?

  • Il Consulente Finanziario Indipendente può disporre delle mie somme e movimentare i miei titoli?
    NO, il consulente fornisce consigli e non può assolutamente movimentare le somme e/o i titoli.
  • Da chi viene pagato il consulente indipendente?
    Dal cliente poiché il consulente agisce in nome e per conto dello stesso a garanzia che ricercherà i prodotti meno costosi e più idonei.
  • Il promotore finanziario, il bancario e l’agente di assicurazione non costano nulla.
    Falso. Le figure citate sono venditori che, agendo in nome e per conto della Compagnia o dell’istituto bancario, percepiscono i loro introiti sulla vendita del prodotto, gravandolo così di costi spesso occulti.
  • Sono obbligato a seguire le indicazioni del consulente indipendente?
    Assolutamente no.
  • Se conferisco l’incarico al consulente Finanziario indipendente devo cambiare i miei Istituti Bancari?
    No, in quanto le indicazioni migliorative relative al rapporto di c/c, degli investimenti ecc, sono eseguibili da qualsiasi Istituto (purché ve ne sia la volontà di questi ultimi).

Note alla "Gestione Patrimoniale Finanziaria"

Mi hanno proposto una gestione patrimoniale, faccio bene?

Queste sono le caratteristiche tipiche della gestione patrimoniale finanziaria:

  • Rispetto ai fondi comuni la gestione patrimoniale finanziaria si caratterizza per ulteriori spese di gestione immotivate per circa 1,5% - 2% annue, spessp con ulteriori aggravi se sono previste commissioni di incentivo: sono infatti tali gli ulteriori caricamenti applicati dal gestore nel caso in cui il fondo o la gestione abbia un rendimento superiore al benchmark (il benchmark è il parametro di valutazione del fondo o della gpf). Ciò che è sempre da verificare è che il benchmark non sia "facilmente battibile”, e che tali commissioni non siano applicate anche quando la gpf abbia un rendimento migliore del benchmark qualora questo è negativo: es. gpf – 4% benchmark – 7%, commissione di incentivo per il migliore rendimento sul 3%!
  • Impossibilità di verificare in tempo reale i fondi su cui sono investiti i capitali. Situazione ben diversa dal caso in cui si sottoscrivano singoli fondi, ove sin dall’inizio è possibile verificare le spese ed ogni giorno può essere verificato il valore del fondo. Nella gpf il risultato della gestione si saprà solo ogni tre mesi, quando si riceverà il rendiconto trimestrale. Se si vuole un aggiornamento fuori di questi termini occorre interpellare la banca direttamente.
  • Difficoltà di valutare i rendimenti. Essendo dei contratti individuali, tra il sottoscrittore e la società di gestione non c’è nessun obbligo (come accade per i fondi comuni di investimento) di pubblicazioni dei rendimenti. Quindi quando si acquista una gpf lo si fa al buio, fidandosi in toto del gestore.
  • Molte volte i fondi sono quelli della banca stessa, e non di altri emittenti, per cui è difficile trovare giustificazioni ad un sovrapprezzo di commissione. Visti anche i costi nettamente superiori alla media dei fondi oggetto della gpf, le gestione si carica di ulteriori costi.

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